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Donadoni vicino alla panchina del Milan: il retroscena e l’incoronazione di Pulisic

Roberto Donadoni, ex giocatore rossonero, ha rivelato alla Gazzetta dello Sport di essere stato vicino alla panchina del Milan nel 2019, dopo l’esonero di Giampaolo. Queste le sue dichiarazioni e alcuni retroscena:

“Mi chiamò Boban ma io ero allo Shenzhen, non me la sentii di lasciare in corsa. Sono una persona di parola. Nel ’96 ero in scadenza col Milan: mi proponevano un anno, io ne chiedevo due e mi accordai con i New York Metrostars. Feci un buon Europeo e Galliani mi chiamò: ‘Ti offriamo altri due anni”.

Donadoni poi prosegue: “Andai negli Usa. Nel 2017 Tavecchio mi chiamò per il dopo Ventura. Ero in ufficio con Fenucci e Bigon, lo misi in vivavoce: ‘Presidente, la ringrazio ma ho un impegno col Bologna e voglio onorarlo'”. 

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Sulla partita più bella del suo Milan: “La finale di Coppa Campioni ’89 contro la Steaua. Abbiamo giocato partite migliori e battuto avversari più forti, ma quello è lo spartiacque che ci ha proiettato in un’altra dimensione: li facemmo sembrare mediocri. E non lo erano”.

Sui presunti litigi con Arrigo Sacchi: “Arrigo era molto esigente, si sa, aveva questa tendenza a pilotarti in partita. E se giocavi sulla fascia vicina alla panchina… Una volta mi martellò senza sosta durante un’amichevole. Gli dissi: “Mister, almeno oggi mi puoi lasciare tranquillo…?”.

Sul compagno più forte e sull’avversario più fastidioso: “Van Basten il top. Di botte ne ho prese tante… Beppe Baresi, Conte, Vierchowod. E Bruscolotti: mi diceva “se superi la linea di centrocampo ti spacco una gamba”.

Sui Presidenti a cui è più legato: “Berlusconi, esempio professionale e umano. E Spinelli: a Livorno ci fu qualche incomprensione, tutto appianato negli anni. Ogni tanto mi chiama: “Io non capisco, come fa uno bravo come lei a essere senza squadra?”.

Donadoni sul derby Inter-Milan di sabato 16 settembre: “Non so come finirà, ma so che durerà tutto l’anno: Milan e Inter sono strutturate per scudetto e Champions. I nerazzurri hanno più consapevolezza, il Milan ha l’intraprendenza dei nuovi, che mi piacciono tutti, Reijnders, Loftus-Cheek …”

Su Christian Pulisic, nuovo acquisto del Milan: «È determinante, gioca ovunque, eccelle nell’uno contro uno, ti punta e ti salta. E segna dei gran gol, come a Bologna. Un po’ alla Donadoni, sì”.

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