Donnarumma è tornato a essere al centro dei discorsi del calcio italiano. Come quando giocava al Milan, tempi lontani in cui Gigio poteva tranquillamente essere considerato uno dei primi 10 portieri al mondo. Miracoli a ripetizione e la consapevolezza di avere tra le mani un patrimonio da salvaguardare a fare crescere. Oggi, Donnarumma ha solo 24 anni e gioca titolare dal 2015. Già otto anni di carriera nonostante un’età ancora “tenera”. Un predestinato lanciato da Mihajlovic, il primo a scorgerne un futuro radioso. Alcune scelte, però, ne hanno pesantemente condizionato il percorso e l’opinione dei tifosi, sicuramente quelli del Milan. Donnarumma non è più quello di due anni fa, con errori che si ripetono in modo insistente.
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La scelta di andare a Parigi, mentre sulla carta poteva risultare vincente, si è rivelata, al momento, un flop. Una squadra costellata di campioni come Messi, Neymar e Mbappé che non è riuscita a mettere il proprio nome al centro della mappa europea del calcio, fallendo in Champions League. Da due stagioni a questa parte, le papere dell’ex portiere rossonero sono aumentate, così come le difficoltà con gli allenatori. Esemplare lo sfogo di Luis Enrique dopo l’errore in fase di impostazione di Gigio nel match contro il Lione.

L’ultimo errore contro la Macedonia del Nord ha scatenato l’ira e le critiche dei tifosi, non solo di quelli del Milan. Beppe Bergomi, tuttavia, rilasciando un’intervista all’Ansa, ha voluto prendere le difese dell’estremo difensore azzurro, facendo notare un aspetto:
“Quando si critica qualcuno io cerco di difenderlo. Da quando è andato via dal Milan ogni errore, anche in Francia, lo facciamo vedere. Domenica scorsa con il Lione ha fatto tre miracoli ma nessuno li ha fatti vedere. Esagerano sempre un po’ con questo ragazzo che è un patrimonio del nostro calcio”.
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