Fulvio Collovati, ex giocatore di Milan e Inter e campione del mondo con la maglia dell’Italia a Spagna ’82, ha parlato in esclusiva ai microfoni di AllMilan.it. Una chiacchierata a 360 gradi sul momento del calcio italiano, dal Milan e la gestione societaria del mercato alla situazione delle altre big del campionato, con una chiosa sul nuovo paradiso economico del football mondiale, l’Arabia Saudita, e il conseguente addio di tanti campioni al vecchio continente.
Leggi QUI – Milan, scatto decisivo per Chukwueze: cifre e dettagli dell’affare
Partiamo dal Milan. L’addio di Maldini e la cessione di Tonali avevano sollevato non poche polemiche e provocato ansia nei tifosi. Oggi, però, la società ha risposto con un mercato scintillante. Cosa ne pensa?
“I tifosi del Milan erano scettici e preoccupati, giustamente direi. Sembrava tirasse un’aria di smobilitazione, invece è stato un mercato superiore alle aspettative. Se è vero che sono stati incassati 70-80 milioni grazie alla cessione di Tonali, ora ne sono stati investiti almeno 100. Credo non si possa rimproverare nulla a questa società. Un mercato fatto di ottimi nomi. Loftus-Cheek, ad esempio, era conosciuto e apprezzato da Sarri che lo voleva alla Lazio, per non parlare di Pulisic. Giocatori che nelle loro vecchie squadre avevano poco spazio ma che ora avranno la loro rivalsa. La preoccupazione iniziale, tuttavia, era legittima, soprattutto dopo aver lasciato andare via un totem come Maldini “.

L’Inter, invece, come si sta muovendo? Un pensiero sulla squadra allenata da Simone Inzaghi.
“Il mercato dell’Inter è ruotato attorno a Onana. Venduto lui sembrava che potesse prendere una svolta decisa, poi c’è stato il colpo di scena relativo a Lukaku. L’Inter è stata tradita dal giocatore belga. Ora si ritrova senza Dzeko e Lukaku, per cui senza attaccante. Thuram è un buon giocatore ma non è un goleador. I goleador erano Dzeko e Lukaku, giocatori da area di rigore. L’Inter oggi, dunque, ha due giocatori in meno, tre considerando Onana, per cui è un mercato in piena evoluzione”.
Discorso analogo per la Juventus. A Torino è in atto un cambiamento con l’arrivo di Giuntoli, la cui prima scelta è stata molto forte, ovverosia mettere fuori rosa Bonucci.
“Fino ad ora della Juventus non si può dire che abbia fatto mercato. Ha preso solo Weah e c’è aria di rivoluzione. Ha cambiato direttore sportivo, non si sa se rimangono Chiesa e Vlahovic, se arriva Lukaku, per cui è tutto un punto interrogativo“.

Al momento, quindi, chi si è mosso meglio sul mercato secondo lei?
“Metto il Milan in cima alla classifica del calciomercato seguita dall’Inter che comunque un paio di giocatori, Frattesi e Thuram, li ha presi. Le altre poi navigano a vista. Della Juventus ho già parlato, la Roma deve ancora comprare l’attaccante, la Lazio, dopo aver venduto Milinkovic-Savic, non sa se rimane Immobile. Per cui, in questo momento, chi è riuscito a costruire la squadra è il Milan, anche se forse manca ancora qualche tassello”.
Rispetto allo scorso, crede che il prossimo campionato possa essere più equilibrato? Chi vede come favorito nella corsa allo Scudetto?
“Il prossimo campionato sarà assolutamente più equilibrato. La squadra da battere rimane il Napoli, anche se ha cambiato allenatore. Ha ceduto Kim ma comprerà un difensore. Se il Napoli rimane questo, con i vari Zielinski, Osimhen e i giocatori più forti della rosa, è la favorita. A Napoli, ad ogni modo, è normale che ci sia preoccupazione. Il mercato finisce tra 40 giorni e può ancora succedere di tutto. Ieri c’è stata un’offerta di 700 milioni di euro per Mbappé e se ne offri 700 a lui puoi anche pensare di offrirne la metà a Osimhen. Ormai siamo alla follia“.

Un’ultima considerazione. Il calcio italiano continua a perdere appetibilità. I campioni non vengono più in Serie A, ma la lasciano. Gli ultimi esempi sono quelli di Milinkovic-Savic e Tonali, attratti dal dio denaro. Qual è la sua opinione in merito?
“Io sono sempre stato di questa idea. Scelgono i soldi? Che se ne vadano! Forse è il momento buono di valorizzare i giovani e che lo scouting aumenti il suo peso. L’anno scorso, ad esempio, Kvaratskhelia è stato preso quasi da semisconosciuto. Quindi è il momento di prendere calciatori così e valorizzarli, facendolo anche con i nostri ragazzi, puntando su di loro. Prima o poi, comunque, questa bolla del calcio arabo scoppierà, mentre quello italiano non finisce”.
Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla del mondo Milan!
