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ESCLUSIVA – Dalla situazione societaria, alla scommessa intrigante chiamata Milan, fino ai neo acquisti, l’intervista a Emanuele Corazzi!

Il Milan targato Amorim ha destato grande interesse dopo la prima uscita ufficiale, ma spesso è dietro le quinte la grande differenza di questo inizio stagione.

Il calcio si basa su tante basi, da quelle societarie a quelle tecniche dei propri tesserati, fino all’allenatore con cui costruire un progetto tecnico. A parlare in esclusiva ai nostri microfoni è l’ex direttore di Fox Sport e attuale direttore di Cronache di Spogliatoio oltre a grande amante degli Oasis, Emanuele Corazzi:

Come hai visto questo Milan dopo la prima uscita ufficiale?

“Permettimi di fare un passo indietro perché secondo me nel calcio il contesto determina il campo. Il Milan arriva da un anno in cui il contesto era parecchio confusionario. C’era Furlani che con il passare degli anni è passato dalla parte finanziaria, a fare sempre più trattative“.

“Con la voglia di accentrare su di se le responsabilità, tanto che secondo me se avessero vinto la Coppa Italia contro il Bologna sarebbe rimasto quel management (Furlani, Moncada e Ibrahimovic)”. 

“Dopodiché è stato necessario l’arrivo di un direttore sportivo. Un DS come Tare che secondo me è tra i migliori che esistono in Italia. Ha fatto un mercato in uscita da record, creando i presupposti per costruire“.

“Secondo me non è stato lasciato lavorare come avrebbe potuto e a questa confusione si è aggiunto Ibra. Prima si è fatto da parte, successivamente si è rimesso in mezzo, poi c’era Allegri. C’era tutto un contesto che era l’opposto di quello che serva ad una squadra di calcio“. 

“Perché una squadra di calcio, come ogni azienda ha bisogno di una grandissima chiarezza. Capire quali sono i ruoli, che libertà hanno queste figure, ma sopratutto comportarsi in maniera leale, chiara e trasparente“. 

“Gli esempi più virtuosi di vittorie negli ultimi anni, che sia il Milan di Maldini, l’Inter di Marotta e Ausilio, l’Atalanta con Gasperini ed i Percassi, stiano lì a dimostrare questa cosa qua”. 

“Quest’anno si è creata una situazione in cui Cardinale ha deciso anche con i fatti e di essere più presente, quindi di assumersi le responsabilità. Chiaramente non essendo uomo di campo e non essendoci un vero e proprio DS, si è affidato molto a Mendes come uomo mercato“.

“Io credo che in questa situazione paradossalmente ci sia più libertà per l’allenatore, che non deve stare lì a guardare i giochini sopra di sé, ma può lavorare liberamente. Un allenatore che ha sicuramente dimostrato in Portogallo di avere delle qualità si è trovato poi in una situazione non facile a Manchester, anche lì la società non era chiara“.

“Adesso Amorim può quasi giovare di questa situazione in cui ci sono molte meno aspettative rispetto agli anni scorsi. Vuoi o non vuoi qualcuno il Milan lo mette più avanti o più indietro. In assoluto le aspettative sono minori. Lui può fare il suo calcio dogmatico, in Inghilterra criticavano molto il fatto che lui non cambiasse il suo 3-4-2-1“. 

“Devo dire che nella partita contro il Torino si è vista una squadra ben messa in campo con dei giocatori che hanno reso più di quanto ci aspettavamo come Chukwueze e Musah, che ha giocato molto meglio di quando ha fatto l’anno scorso all’Atalanta“. 

“Dall’altra parte bisogna sempre tenere i piedi per terra, perché il Torino ha un grandissimo prospetto come allenatore, ma una squadra incompiuta, non è ancora costruita bene. Fatica a giocare e proporre perché non ha giocatori di piede in difesa e a centrocampo, non ha terzini per giocare 4-2-3-1″.

“Rimanendo in partita, avendo anche delle occasioni, ma rimane un cantiere. Domenica erano due cantieri aperti contro ed in questa sfida il Milan si porta a casa una vittoria preziosa e che nelle fasi iniziali porta entusiasmo, che è una bella benzina“. 

La vittoria va gestita, perché tutti insegnano che quando perdi ti metti a fare le analisi e quando vinci devi saperla fare lo stesso, ma fa lavorare con più calma questa vittoria”.

“L’entusiasmo di giocatori come Cissè, che si è rivelata una sorpresa anche se aveva fatto molto bene come tanti giocatori sotto Aquilani nel Catanzaro. Un conto è la Serie B, un conto è quando giochi ad alti livelli, a livello di approccio e libertà mentale“.

Il commento sull’altro acquisto del Milan, Mario Gila:

“Il Milan ha preso un giocatore come Gila che per me lui è un gigante sotto tutti i punti di vista: in campo, nello spogliatoio, come carisma, come capacità di giocare a quattro o a tre. Gila è un intoccabile a prescindere in qualsiasi squadra gioca. Io ho sempre amato Gila negli ultimi anni, è un giocatore speciale per me e per il livello della Serie A“. 

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Cardinale è entrato con più costanza nel mondo Milan in questa stagione?

Le cose si misurano nel tempo, bisogna vedere la costanza che una persona può avere, ma da sempre avere sempre la proprietà vicino quando parli con i calciatori è un segnale. La cosa che bisognerà vedere è l’assenza di un grande direttore sportivo in momenti critici, perché arrivano sempre durante la stagione, può rappresentare un limite o saranno capaci di gestirla“. 

Il Milan deve ancora investire sul mercato, se tu dovessi scegliere un colpo da fare, per te è più importante un difensore centrale o un trequartista mancino?

“Io prenderei un trequartista mancino, perché secondo me sempre di più nel calcio come ha dimostrato il mercato della nostra Serie A dall’Atalanta interessata a Rowe, al Como con Liberali e le stesse grandi squadre europee come Barcelona, PSG e Bayern Monaco, tutte le squadre investono sopratutto davanti. A me una cosa che mi ha insegnato Chiellini e mi ha sempre detto è «i difensori li alleni, il colpo o ce l’hai o non ce l’hai».

La partita del Milan ha fatto denotare limiti e pregi per te quali sono i punti principali da prendere in considerazione?

Amorim ha fatto delle scelte forti con gli esclusi, questo fa parte anche del senso di responsabilità ed io rispetto enormemente chi fa delle scelte anche controvento e contro il Torino si è visto”.

“Chi è stato scelto poi si è sentito eletto, Cissè, Musah, Chukwueze. Gonçalo Ramos in Serie A è un attaccante che farà bene, vedremo come Amorim deciderà di far ruotare la rosa con l’Europa League. Avere questo tipo di competizione, in paragone alla Champions League al suo primo anno, può essere un vantaggio a livello di pressione“. 

Amorim ha con sé molti giovani come Camarda, come primo sostituto di Ramos, a Comotto che ha davanti a se un giocatore enorme come Modric che è entrato dalla panchina e ha impattato positivamente sulla partita del Milan.

Modric vedremo con che minutaggio lo gestirà Amorim. Allegri ha sempre sostenuto che la partita non si gioca in undici, ma è come il basket si gioca dai 15 giocatori fino ai 18″.

Contro il Genoa (il Napoli ndr.) al netto di episodi controversi ha inserito De Bruyne e Vergara, due giocatori speciali, che nella mezz’ora finale hanno fatto la differenza rispetto ai cambi che aveva il Genoa che non erano alla stessa altezza dei cambi del Napoli.

Non so quante partite giocherà dall’inizio o quante a partita in corso, ma se nell’ultima mezz’ora quando bisogna decidere e la palla passa dai piedi di Modric è tanta roba. Vedo poche squadre di Serie A che possono avere la stessa qualità”.

“Ci sono giocatori che io definisco ‘il capo’ per me Modric è quello, un po’ come Rodri. É come quando vai a giocare a campetto con gli amici e c’è sempre quello forte che prende la palla nei momenti difficili, che parla e guida i compagni. Modric è questa cosa qua. Lo stesso Rabiot è quel genere di giocatore, ed è un lusso per la Serie A“.

Continua a parlare di Modric e Rabiot, incentrandosi poi sul francese:

“Loro hanno personalità, Rabiot ha gol nelle gambe, fisico, inserimento, senso tattico. Lui è un altro giocatore per cui stravedo. Con il modulo di Amorim sia più facile che giochi dietro a Gonçalo Ramos, ma Rabiot è intelligente al punto tale che se lo fai giocare nei due sa stare nei due, ce lo ha dimostrato con la Francia“. 

Rispetto all’equilibrio il Milan ha giocato a calcio, si può dire che ha superato la fase di ‘Leao Dipendente’?

“Io credo che Leao guarda mi sembra “il giorno della marmotta”, sono due anni che ogni due per tre si tira fuori il nome di Leao. Credo che lui di occasioni ne abbia avute tante. Nel calcio comunque vada la seconda qualità dopo i piedi è la fame e la testa“.

“Io da questo punto di vista penso che se arriva l’offerta giusta lo cedono. Bisogna solo vedere le arriva l’offerta giusta. Sai 2-3 anni sulla carta d’identità di un giocatore sono tanti, lo ha dimostrato lo stesso Theo Hernandez“.

“Tu ad una certa età (da giovane ndr.) puoi anche allenarti un po’ di meno. Hai uno spunto superiore, ti conoscono di meno, hai meno pressione addosso. Le cose cambiano, i campioni sono quelli che hanno fatto una carriera di 15-20 anni“.

C’è un giocatore che ti potrebbe stupire durante la stagione?

“Sono molto sincero, Moreira è un giocatore che attorno al quale c’è molta curiosità, che promette molto bene. É chiaro che sia lui il nome, sai gli altri sono giovani. Io penso che piano piano si stia sviluppando nel calcio italiano l’idea che bisogna dare spazio ai giovani. Investire sui giovani, non solo alla penultima giornata“.

“In questa prima giornata ho visto diverse squadre che hanno portato molti giovani con sé. É chiaro che il Milan sia una squadra più forte, ha giocatori più forti però sai c’è l’Europa League. A volte il giocatore ha anche solo bisogno mentalmente di sentirsi coinvolto“.

“Ad un giocatore gli dai la percezione che comunque un certo numero di partite le può giocare. Mi diceva De Rossi quando l’ho intervistato «Io dopo la prima esperienza alla Roma l’autocritica che mi sono fatto è che facevo giocare 60 partite Cristante, 60 Mancini e avevo lì Pisilli».

«Però ero io che ero insicuro e non davo spazio a Pisilli, invece avrei dovuto dar più spazio ai ‘Pisilli’, non era rivolto solo a lui. Perché poi lascio riposare e prendere benzina ai titolari e faccio sentire coinvolti e parte del progetto i più giovani, oltre a dare energia positiva nel gruppo»”

Ci si condiziona a vicenda se vedi che se Fabregas che Liberali è un diamante. Fino a due anni fa giocava in primavera. Io credo che Aquilani l’anno scorso abbia dimostrato quando sia importante costruire un percorso per i vari Favasuli, Cissè, Liberali“.

“Gli costruisci un percorso, gli dai fiducia, fai da maestro, gli stai vicino, poi lo strigli quando lo devi strigliare. Non è un caso che tanti allenatori come Aquilani, Abate, Grosso, allenatori giovani abbiano preso delle panchine di Serie A anche importanti”.

“Secondo me sta arrivando questo segnale e sono contento se si da spazio a chi ha qualità e saper dare fiducia ai giocatori giovani. Con fiducia ti puoi ritrovare un giovane che dalla primavera, rifiutando offerte dal mercato, possano far parte della prima squadra“.

“Le rose debbano esser concepite con giocatori sicuri e affidabili e qualcuno di giovane, anche solo un paio che possano diventare dei calciatori da Milan. É bello lavorare con i ragazzi, lo faccio nel mio mestiere. Scovare giornalisti e farli crescere e stargli dietro è bello, come lo può essere per un allenatore“.

Amorim ha le idee chiare e vuole due giocatori diversi sulle fasce. Potrebbe ritagliarsi più  spazio Bartesaghi dato che Amorim vede due giocatori diversi sulle corsie? Uno di gamba e dribbling come Chukwueze o Moreira e uno di corsia come il giovane ex primavera?

“Io su questo resto curioso, il Milan è la squadra più enigmatica di tutta la Serie A. Ha tante scommesse in un campionato che è molto equilibrato nelle prime 7-8. Il Milan è una scommessa intrigante e resto curioso di vedere Amorim“.

“Personalmente mi pare che sia una brava persona da come sia stato salutato dai suoi ex giocatori dello United, sono contento che abbia la possibilità di rifarsi e lo sta facendo con coraggio“.

Gasperini una volta mi ha detto «Nella mia vita ho avuto più di un rammarico, uno di questi è stato quello di giocare la partita con il Trabzonspor ai tempi dell’Inter cambiando modulo, perché tutti mi rompevano perché giocavo a tre. Io ho giocato a quattro e sono morto con le idee degli altri, io voglio morire con le mie idee»” 

“Per un allenatore la cosa più brutta è morire con le idee degli altri e mi sembra che Amorim voglia farlo con le sue idee. Lui è uno di quegli allenatori che potenzialmente può accendere una tifoseria. Detto ciò predichiamo calma, ogni cosa che stiamo dicendo è figlia di una giornata“.

Questo Milan può puntare ad una qualificazione diretta alla Champions League?

“Alla luce del campionato che lo vedo molto equilibrato, tante squadre sono un cantiere, dai cambi allenatore alle squadre che devono competere su più fronti. Il Milan può, il punto chiave dei rossoneri sarà la gestione delle criticità. Quando arriveranno e un po’ di buona sorte e un’organizzazione seria e solida a livello societario e a livello di campo funzionano, allora puoi rispondere bene“.

“A volte tre partite che vanno male possono farti scivolare indietro in una stagione. Come accaduto lo scorso anno. Di contro quando hai 2-3 partite in cui puoi andare giù o svoltare, la Roma dell’anno scorso ha svoltato ed è andata in Champions“.

Mantenere un’idea come non è accaduto per il Milan di Allegri, non c’è mai stata una coerenza durante la stagione?

“Della confusione dell’anno scorso quello che ha pagato più di tutti è stato Tare, è un direttore che può fare molto bene per tanti anni. Evidentemente non era il posto giusto per lui“.

La scelta di Cardinale di radere al zero tutto, dalla dirigenza all’allenatore è stata la scelta giusta?

Non lo so, è troppo resto per dire se è la soluzione giusta vedremo nel tempo, credo che si vedrà quando arriveranno i momenti più bui e le critiche che tra l’altro Amorim ha vissuto allo United“.

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