Il Milan tra luci ed ombre, tra grandi successi e pesanti sconfitte, sta disputando una stagione a due facce: da una parte il percorso coraggioso e lineare in Serie A, dall’altro un cammino più tortuoso in Europa. In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto il noto giornalista sportivo Tommaso Turci, analizzando la particolare situazione del Milan sotto diversi aspetti. Di seguito le sue parole.
Alla luce della sconfitta contro il Ferencvaros, come ti spieghi questa dicotomia di rendimento del Milan tra campionato ed Europa? Quali possono essere le spiegazioni e le cause di ciò?
“Difficile da dire. Una cosa è certa: abbiamo visto un Milan a due facce, in alcune partite di Europa League irriconoscibile. Alcuni giocatori erano scarichi di attenzioni e motivazioni. È un Milan che fa fatica a tenere una continuità di prestazioni e soprattutto non ha l’approccio giusto in determinate partite negli undici che partono e in quelli che subentrano. Questo secondo me è un grosso limite per una squadra che ha delle grandi qualità, ma che dimostra tutte le sue lacune e i suoi limiti quando deve andare a certificare il suo valore. Dopo una partita così bella e così ben giocata come quella contro l’Inter, non puoi permetterti di fare una prestazione dal punto di vista mentale così sottotono contro una squadra di livello inferiore come il Ferencvaros”.
Ci sono ad oggi di presupposti per aprire un nuovo ciclo sotto la guida del “nuovo” Cardinale? Con Amorim come allenatore, alcuni rinnovi di giocatori cardine come Pulisic o Rabiot per il quale si sta lavorando, Krosche come Head of Football: può questa struttura essere futuribile?
“Credo che si possa fare un grande Milan, ma è chiaro che ci vuole del tempo. Si deve essere bravi a scegliere le persone giuste. Credo che il Milan abbia bisogno di giocatori di personalità ed esperienza, non solo giovani di prospettiva ma anche giocatori navigati, abituati a vincere. Per riuscire a ottenere dei risultati, è necessario avere anche dei giocatori che nei momenti chiave della stagione alzino il livello di tutta la squadra. Il Milan oggi dimostra di mancare un po’ in questo. Con il tempo questi giocatori si possono costruire in casa, anche grazie ai sopracitati Pulisic e Rabiot, che sono i leader di questo gruppo dal punto di vista tecnico ed emotivo. Altri devono arrivare dal mercato per alzare il livello. In definitiva sì, le basi per fare un grande Milan ci sono eccome“.

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Parlando di Serie A, la stagione scorsa il Milan dopo il derby di ritorno vinto non ha sputo cavalcare l’onda emotiva, iniziando un trimestre nero concluso poi con il quinto posto. Quest’anno temi che si possa ripetere questo scenario o vedi delle differenze?
“Il Milan continua a darmi vibes contrastanti. È una squadra poco affidabile: può vincere contro qualsiasi squadra del mondo così come può lasciare punti anche con squadre in netta difficoltà e al di sotto del suo livello. È difficile pensare che da qua in avanti avrà una continuità dal punto di vista delle prestazioni e dei risultati. Questo è quello su cui dovrà lavorare sicuramente Amorim. Il Milan della passata stagione era una squadra molto diversa anche come approccio alla partita e come questioni tecnico tattiche. È difficile fare un paragone.
La cosa certa è che, come testimoniato dalle prestazioni, oggi il Milan sta dando la priorità al campionato a livello di ambizioni e di voglia. Credo che la partita di domenica al Ferraris la affronterà in maniera totalmente diversa. Questo è quello che insegna la stagione del Milan, ma poi bisogna mettere gli artigli sul campo perché non te li tira fuori nessuno“.
Domenica il Milan affronterà il Genoa: quali possono essere i principali pericoli che incontreranno i rossoneri?
“La squadra di De Rossi è una squadra in salute.Dopo un periodo negativo è riuscita a trovare un assetto interessante che gli permette di arrivare molte volte a concludere e creare scompiglio sulla trequarti, anche grazie ad una coppia di ex che sta facendo molto bene, ossia Messias ed El-Sharaawy. È una squadra che ha trovato anche solidità difensiva, che concede molto meno rispetto a prima. Ha dei giovani interessanti come ad esempio Wiafe, ma ha anche giocatori più esperti che conoscono bene il campionato come la coppia difensiva Ostigard-Vasquez. Mi sembra una squadra che ha ritrovato energie positive. Davanti al proprio pubblico, in un Ferraris che sappiamo quanto sia infuocato, sarà una partita complessa per il Milan“.
Attualmente il Milan si sta dimostrando come la quinta forza del campionato alle spalle di Lazio, Inter, Roma e Como. Credi che alla fine il Diavolo potrà conquistarsi un posto tra le prime 4?
“Credo che la conquista della Champions League sia nelle mani del Milan, per quelle che sono le qualità di questa squadra dal punto di vista tecnico e per quelli che sono i valori di determinati effettivi che devono alzare il livello di rendimento e la continuità di prestazione. È chiaro che oggi è ancora presto. Abbiamo superato il primo quarto di campionato e diventa difficile fare delle previsioni su tutto quello che può cambiare.
L’Europa sarà inevitabilmente un fattore se si andrà avanti e se, come sembra, il Milan giocherà due partite in più, perché arrivare tra le prime 8 nella League Phase d’Europa League sarà ancora più complesso dopo questo avvio. Il Milan è una squadra che per valore secondo me può starci assolutamente e può dimostrare di potersela giocare con tutte quante. È chiaro che come dicevo prima, bisogna trovare la mentalità giusta in tutte le gare. La partita di ieri è una partita che lascia perplessi per come è stata affrontata dal punto di vista dell’ambizione”.
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