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ESCLUSIVA – Turci: “Il Milan soffre la mancanza di continuità in attacco: per vincere i campionati servono attaccanti letali”

Turci

Ai nostri microfoni è intervenuto Tommaso Turci, giornalista di DAZN, che ha analizzato alcuni dei temi più rilevanti in casa Milan: dalla corsa scudetto al rendimento di Leão, fino al match in programma il 6 aprile contro il Napoli allo stadio Maradona.

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milan

Sul fronte scudetto

L’ultima giornata di campionato ha visto il Milan battere il Torino, mentre l’Inter ha pareggiato contro la Fiorentina: questi risultati riaprono davvero la corsa scudetto per i rossoneri, oppure è il Napoli la squadra più accreditata per mettere pressione ai nerazzurri?

Possiamo dire che il prossimo turno sarà determinante, indipendentemente dal risultato di Pasqua dell’Inter contro la Roma. Sicuramente nella giornata di Pasquetta sia Napoli che Milan si giocano tanto per stare attaccati a questa speranza di poter ancora dare fastidio alla squadra di Chivu. Credo che sia una partita da tripla, perché se da una parte abbiamo visto il Napoli che viene da una serie di risultati utili consecutivi e, abbia ritrovato anche profondità di Rosa, quindi giocatori importanti, uno su tutti Kevin De Bruyne, dall’altra c’è un Milan che ha dimostrato nelle grandi partite di saper far risultato e trovare delle energie che a volte non ci si aspetta che abbia.

Proprio questo aspetto si gioca molto: nelle grandi sfide il Milan risponde presente, mentre contro le avversarie sulla carta più abbordabili fatica spesso. Senza quei punti persi, oggi si parlerebbe di una quota ben più alta, intorno ai 79 punti: da cosa dipende questo calo di rendimento contro le “piccole”?

Credo che dipenda dalle caratteristiche di squadra, il Milan è una squadra che si esalta particolarmente negli spazi con i suoi attaccanti e quindi molte volte quando è andata a giocare negli scontri diretti è riuscita a trovare delle situazioni che sono favorevoli dal punto di vista tecnico alla squadra. Mentre invece, quando bisogna scardinare una squadra chiusa per un Milan che tendenzialmente non pressa e non aggredisce in maniera feroce può diventare poi complicata la partita. Oltre a queste caratteristiche di campo, il Milan ha fatto fatica a portare a casa delle partite con le piccole, un po’ per un discorso tecnico e un po’ per mancanza di continuità negli attaccanti, le grandi squadre, quelle che vincono i campionati ci insegnano che anche contro le piccole devi avere degli attaccanti che sono letali e che ti riescono poi a far vincere le partite.

Rafael Leão tra cambio di posizione e mentalità

Sull’episodio contro la Lazio che ha coinvolto anche Pulisic: questa coppia può davvero coesistere in campo o emergono delle difficoltà di convivenza?

Al di là di quello che è successo, che secondo me è un episodio di campo che resta lì e già alla fine della partita rientra più o meno tutto, sono sfoghi che succedono durante la partita. Leão in quella circostanza era un po’ nervoso, se l’era presa un po’ con tutti, ma secondo me se l’era presa in particolare con se stesso per una prestazione negativa. Credo che sia Pulisic che Leão abbiano bisogno, per rendere, di un centravanti fisico che abbi la protezione del pallone, che sappia attaccare lo spazio e giocare spalle alla porta.

Sul cambio di ruolo di Leão

È un tema caldo perché lui ha bisogno di sentire la linea laterale, di puntare l’uomo, questa capacità di sprigionare quelle che sono le sue caratteristiche di uno contro uno e di velocità. Questo ruolo di attaccante insieme a Pulisic, fatica a far emergere quelle che sono le sue principali caratteristiche. Se deve fare una partita di ripartenza, per sfruttare le qualità degli altri negli spazi e ripartire veloce allora può essere un tandem che funziona, se invece il Milan deve fare la partita è un po’ incompleto e qualcosa manca.

Per quanto riguarda l’atteggiamento e la mentalità di Rafa

Credo che le critiche su Leão arrivino in qualunque cosa faccia, quando ride troppo: non si impegna abbastanza, mentre quando si arrabbia perché le cose non sono andate bene è considerato un elemento fuori dallo spogliatoio e non si sa comportare. Le critiche a Leão arriveranno sempre nel momento in cui non porta le prestazioni, solo le prestazioni possano far passare in secondo piano tutto quello che si dice su di lui. Io sono dell’idea che lui debba pensare a lavorare, a crescere nel ruolo in cui l’allenatore lo metterà in campo. Le caratteristiche restano quelle, fatica a fare la seconda punta in questo sistema di gioco, ha bisogno per tornare ad essere il miglior Leão di giocare un po’ più nello spazio o defilato sulla sinistra. Non credo sia un discorso di impegno o di applicazione perché mi sembra abbastanza maturo.

Dopo la pausa nazionali, la grande sfida tra Napoli e Milan

Per affrontare il Napoli al Maradona, Allegri potrebbe schierare il Milan con un 3-5-2 o un 4-3-3: secondo te, quale modulo sarebbe più adatto contro i partenopei?

Il Milan non si snaturerà rispetto a quello che ha fatto vedere sino ad oggi, si andrà con gli stessi interpreti e protagonisti che hanno fatto fino ad ora una grande stagione, si resterà sempre con la difesa a tre e con questo 3-5-2. Ho la sensazione che, non si faranno esperimenti in quest’ultima parte di stagione rispetto al fatto che sono arrivati i risultati con questi protagonisti e con questo sistema. Conosciamo tutti l’importanza della partita di Pasquetta sarà uno spartiacque per poter fare un grande finale sicuramente.

Il Milan ha le potenzialità per impensierire il Napoli? secondo te, chi parte favorito in questa sfida?

Il Napoli ha dimostrato di essere una grande squadra, soprattutto al Maradona, di sentire parecchio il fattore casa. Ha anche recuperato elementi importantissimi, avendo ampia scelta, non solo dal primo minuto ma anche a gara in corso per poter tenere alto il ritmo e l’intensità all’interno della partita. Il Milan dal canto suo, ci ha fatto vedere che negli scontri diretti è una delle migliori squadre, sarà una partita in cui tutte possono vincere. Il pareggio non serve a nessuno.

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