Non si placano le polemiche
. L’esonero di Fonseca non è piaciuto a nessuno. Non tanto per la scelta tecnica, quanto per la modalità con cui il club l’ha messa in pratica. Le prime voci avevano iniziaito a rincorrersi addirittura prima del match di ieri sera contro la Roma. La notizia circolava sul web, con tanto di dettagli sul possibile sostituto dell’ex tecnico di Roma e Lille. A dimostrazione della veridicità delle informazioni, un’ora dopo il triplice fischio del match, Fonseca è stato esonerato.
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La dirigenza non ha parlato. Si è chiusa nelle sacre stanze all’interno della pancia di San Siro, lasciando parlare il tecnico portoghese sia in zona mista con le emittenti televisive, sia in conferenza stampa. Il suo allontanamento era già stato deciso, benché lui non ne fosse al corrente. La scena più esemplificativa del caos che attanaglia il mondo rossonero è quella laconica di quando il classe 1971 lascia San Siro a bordo della propria automobile, fermandosi a parlare con i giornalisti presenti e annunciando, di fatto, il suo esonero. Difficilmente è accaduto in passato.
Le conseguenze sono state diverse, travestite quasi tutte da critiche pesanti rivolte al club. Una delle più feroci arriva da Sandro Sabatini, che ieri sera ha parlato così durante Pressing dopo la partita:
“La spettacolarizzazione che stiamo vivendo in diretta, ne beneficiamo e siamo tutti contenti a livello giornalistico. Quello che sta succedendo al Milan è ridicolo, per essere garbati. Ridicolo. Queste cose non succedono in Italia neanche in terza categoria. Non sono gli americani, non è giustificazione: Furlani è italiano, Scaroni è italiano, Moncada è francese, Ibra è svedese. Questo è il Milan eh”.
