Il Milan ha l’obbligo di risollevarsi dopo l’eliminazione dalla Champions League. Nonostante la grande delusione la squadra di Conceicao deve ora infatti concentrarsi sugli altri obiettivi ancora possibili, ovvero il raggiungimento del 4′ posto in campionato e la vittoria della Coppa Italia. Per aumentare le possibilità di raggiungere il primo traguardo i rossoneri non possono fallire la sfida di domani contro il Torino di Vanoli. La squadra dell’ex Venezia è dotata di grande fisicità e ha dimostrato di poter mettere in difficoltà le grandi del nostro campionato, sarà dunque fondamentale che il Diavolo non sottovaluti la sfida. È stato intervistato ai microfoni della Gazzetta della Sport l’ex rossoneri Alberico Evani, il quale ha commentato la situazione attuale del club, di seguito alcune sue dichiarazioni:
Sull’uscita dalla Champions League:
“La delusione per l’eliminazione dalla Champions è enorme. Il rammarico c’è, inutile nasconderlo, perché il Feyenoord era un avversario decisamente alla portata dei rossoneri. Cosa è mancato? Di sicuro la fortuna negli episodi. Dal gol subito da Maignan a Rotterdam all’espulsione di Theo a San Siro, il Milan ha pagato ogni errore. Ma in Europa è così, non puoi permetterti di sbagliare. Spiace perché nel primo tempo della sfida di Milano la squadra di Conceicao aveva segnato subito, stava producendo molto senza concedere nulla. Era in controllo e allo stadio si aspettava solo il raddoppio. Non c’era la sensazione che gli olandesi potessero farti male”.
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Sull’espulsione di Theo Hernandez:
“Più che la seconda ammonizione, a me ha lasciato un po’ così la prima, su un fallo non necessario. Ma in campo a volte può capitare di essere nervosi. Va detto che dall’espulsione di Theo è cominciata un’altra partita. In campo internazionale è complicato giocare con un uomo in meno, ma non è che il Milan stesse subendo chissà che prima del pari. Però è successo troppo spesso di recente di finire in dieci: da Zagabria a Empoli, fino all’altra sera. È evidente che ci sia poca serenità, alla squadra manca lo spirito giusto“.

La stagione non è però finita: può essere salvata dal quarto posto in campionato e dalla Coppa Italia?
“Occorre essere pragmatici, voltare pagina e puntare agli obiettivi realistici che si hanno davanti. Il Milan ha la qualità per rimontare in campionato e poi c’è la Coppa Italia, senza scordare che un trofeo è già arrivato con la Supercoppa“.
Nel doppio confronto col Feyenoord abbiamo visto il Milan a quattro stelle. Ma è sostenibile?
“Io credo di sì, perché Gimenez, Pulisic e Joao Felix non si risparmiano nella fase difensiva e hanno anche corsa, mentre un giocatore meno propenso al pressing come Leao te lo puoi permettere. Il lavoro più duro spetta però ai mediani, che devono dare protezione alla difesa. Ma con il Feyenoord il Milan non ha avuto problemi di equilibrio, piuttosto è stato un po’ lento, pur dominando”.
Senza quarto posto, sarebbe un fallimento?
“Inutile girarci attorno: la società a gennaio ha investito e puntato su nomi importanti per centrare la qualificazione in Champions“.
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