Tra poco più di una settimana avrà inizio il campionato e la rosa del Milan presenta ancora diverse carenze strutturali. Ce la farà Cardinale ad accontentare le richieste di Amorim entro la sfida contro il Torino?
Per fare il punto sul momento del Milan, sulle scelte di Amorim e sui principali temi che riguardano la squadra rossonera, abbiamo intervistato Giovanni D’Elia, direttore di AllMilan.it, la nostra redazione.
“Manca soltanto una settimana all’inizio del campionato ed è praticamente impossibile pensare che il Milan possa arrivare alla prima giornata con una squadra completamente pronta. Ed è un peccato, perché il mercato era partito nel migliore dei modi, con gli acquisti di Mario Gila e Gonçalo Ramos: due giocatori importanti, due profili che servivano all’interno dello scacchiere di Amorim e che vanno a colmare lacune che il Milan si portava dietro da diversi anni.
Il problema è che la rosa, oggi, non è assolutamente completa. Sappiamo che ci sono diversi giocatori in uscita e che ci saranno sicuramente altri acquisti, ma il Milan è tremendamente in ritardo. E, soprattutto, è un ritardo che non doveva esserci.
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Credo che questo rappresenti anche un errore da parte della dirigenza, che ha tardato in maniera importante nella gestione delle cessioni. Le uscite avrebbero dovuto essere programmate e accelerate prima, proprio per permettere alla società di intervenire sul mercato in entrata con maggiore tempestività e consegnare ad Amorim una rosa il più possibile completa già dall’inizio della stagione.”
Loftus-Cheek e Musah, quale ruolo nel Milan di Amorim?
Dopo una valutazione iniziale, Amorim ha deciso di tenere in rosa Loftus-Cheek e Musah. Credi che possano essere funzionali nel 3-4-2-1?
“Sinceramente non credo che né Loftus-Cheek né Musah possano essere giocatori centrali nel progetto di Amorim. Possono sicuramente rappresentare due riserve importanti, soprattutto Loftus-Cheek, ma il discorso è legato inevitabilmente alla sua condizione fisica.
L’inglese, negli ultimi anni, ha avuto troppi problemi fisici e non è mai riuscito a trovare quella continuità che gli avrebbe permesso di esprimere pienamente le proprie qualità. E questo è un peccato, perché quando sta bene Loftus-Cheek ha caratteristiche e qualità importanti e può sicuramente essere utile alla squadra.
Diverso è il discorso per Musah. Personalmente non credo che possa essere un titolare del Milan. Lo scorso anno, all’Atalanta, ha trovato poco spazio e non ha avuto un rendimento tale da convincermi che possa diventare un punto di riferimento nel Milan di Amorim.
Per questo motivo non condivido pienamente la scelta di confermarli entrambi. Credo possano essere utili nelle rotazioni, ma se l’obiettivo è costruire una squadra competitiva, soprattutto a centrocampo, servono giocatori che possano avere un ruolo più centrale nel progetto.”

Rabiot può giocare seconda punta?
“Rabiot è un giocatore indispensabile per questo Milan. È comprensibile che i tifosi siano un po’ infastiditi dal suo ritardo, ma parliamo di un calciatore di grandissimo livello, e lo ha dimostrato anche nella scorsa stagione.
Ha esperienza internazionale, ha giocato in grandissimi club, ha vinto tanto ed è uno di quei giocatori capaci di farti fare il salto di qualità. E i giocatori bravi, soprattutto quelli con determinate caratteristiche, possono essere impiegati in più ruoli.
Rabiot, quindi, può sicuramente dare una mano anche eventualmente in una posizione diversa da quella ricoperta lo scorso anno. Detto questo, credo che il suo ruolo naturale e quello nel quale può rendere maggiormente sia proprio quello che ha ricoperto con Allegri nella passata stagione, dove ha fatto molto bene.
La priorità, quindi, secondo me, è riportarlo il prima possibile a disposizione di Amorim e costruire attorno a lui una squadra competitiva.”

Camarda può essere la riserva di Gonçalo Ramos?
Alla luce delle prime uscite nelle amichevoli pensi che Camarda possa costituire una buona riserva di Ramos?
“Camarda è un giocatore forte, un ragazzo estremamente interessante, ma non sono certamente io a scoprirlo. Lo ha dimostrato segnando gol a raffica nelle giovanili del Milan e mettendo in evidenza qualità importanti.
Ovviamente ci vuole tempo. La sua esperienza a Lecce è stata purtroppo anche sfortunata, ma questo non cambia il giudizio sulle sue qualità. Camarda è un giocatore forte, è milanista, è italiano ed è un ragazzo che sente la maglia, che lotta per i colori rossoneri.
Io, personalmente, quest’anno gli darei più spazio. I giovani vanno lanciati e, soprattutto, vanno messi nelle condizioni di poter crescere. Credo che questa possa essere per Camarda un’annata molto importante con i colori rossoneri.
Non gli chiederei certamente di essere il titolare del Milan, ma penso che possa rappresentare una risorsa importante alle spalle di Gonçalo Ramos e avere finalmente lo spazio necessario per dimostrare tutto il suo valore.”
Il Direttore su Leao: “Faccio fatica a considerarlo un punto fermo”
Riuscirà Leao a tornare con la testa a San Siro e riprendersi il Milan?
“Su Leão non voglio girarci troppo intorno: diciamoci le cose come stanno. Il ragazzo aveva espressamente chiesto di andare via, ma, visto quello che è stato il suo rendimento nella passata stagione, non sono arrivate offerte da parte di grandi club. Al Milan non sono giunte proposte importanti e, per forza di cose, Leão è rimasto in rossonero.
Il problema, però, è proprio questo: un giocatore che chiede espressamente di essere ceduto, personalmente, mi lascia tanti dubbi. Ad oggi faccio veramente fatica a pensare che Leão possa essere ancora un giocatore determinante o un titolarissimo del Milan di Amorim.
Rafa va sicuramente ringraziato per quello che ha fatto in questi anni. È un giocatore che ha segnato tanto, è andato praticamente sempre in doppia cifra e ha avuto un ruolo importante nella storia recente del Milan. Ma credo che qualcosa si sia rotto nel rapporto con la tifoseria.

Il legame con i tifosi non è più quello di qualche stagione fa e non possiamo dimenticare che è stato lo stesso Leao a chiedere espressamente di provare una nuova esperienza.
Per questo, oggi, faccio davvero fatica a considerarlo un punto fermo o uno dei leader del Milan di Amorim. Poi il calcio può cambiare tutto: se Rafa riuscirà a ritrovare motivazioni, continuità e rendimento, sarà il primo a poter ribaltare questo giudizio. Ma, al momento, i dubbi sono tanti.”
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