PRIMA PAGINA

Evani, il rumore di Tokyo e l’ombra di Pablo Escobar: la prima Coppa Intercontinentale dell’era Berlusconi

Evani

Il Milan, nella sua storia gloriosa, di partite importanti ne ha giocate tante. Alcune, però, ancora oggi, conservano un’aura ammantata di magia ed esoterismo. Sfide impossibili da dimenticare, momenti eterni che, periodicamente, si ripresentano, bussando alla porta dei ricordi. Milan-Manchester 3-0, Milan-Liverpool 2-1, Milan-Real Madrid 5-0, Milan-Barcellona 4-0. Insomma, si potrebbe continuare questa lista fino allo sfinimento. Una, però, rimane epica ogni oltre senso. Il 17 dicembre 1989, il Milan di Arrigo Sacchi, reduce dal trionfo catalano contro la Steaua Bucarest, primo grande trionfo europeo dell’era Berlusconi, si gioca la Coppa Intercontinentale a Tokyo, al National Stadium. Protagonista assoluto sarà Chicco Evani.

Leggi QUI – Chukwueze come De Ketelaere? L’ex bandiera del Milan risponde così!

Cos’ha di speciale quella partita? Intanto, il rumore. Anche per chi, come me, quel giorno non c’era perché non ancora nei pensieri dei propri genitori, il suono fastidioso delle trombette che proveniva dalle tribune dello stadio rimane un ricordo vivido e persistente. L’assurda colonna sonora di una partita complicata, a tratti maledetta.

Dall’altra parte del campo c’è l’Atletico Nacional di Medellìn, la squadra del folle portiere Higuita e di cui è tifoso niente meno che Pablo Escobar. Le polemiche si sprecano, ovviamente legate al fatto che dietro la squadra più potente della Colombia ci possa essere l’uomo più ricco del continente con annesso cartello. Tutto smentito dal governo. Sarà vero? Lascio a voi ogni interpretazione.

La partita, ad ogni modo, è noiosa. Non ci sono occasioni da gol. La squadra colombiana, allenata da Francisco Maturana, è un bunker. Non si passa, nemmeno con uno spillo. Il Milan, orfano di Gullit, infortunato, non riesce a sfondare. Terminati i 90′ lo spettro dei rigori si fa sempre più consistente. Al 65′, tuttavia, Sacchi decide di fare entrare Chicco Evani, posizionandolo sulla fascia sinistra.

A pochi minuti dal triplice fischio, quello definitivo e senza possibilità di appello, il Diavolo ottiene un calcio di punizione dal limite dell’area di rigore. Sul pallone va proprio Evani. Rincorsa e mancino chirurgico che aggira la barriera e si infila dove nemmeno un gatto come Higuita può arrivare. 1-0 e Milan sul tetto del mondo per la prima volta dal 1969, vent’anni prima.

Un ricordo indimenticabile, quello della Coppa Intercontinentale, decisa da un Robin di quella squadra, anima pura e fondamentale, meravigliosamente descritta da Luca Serafini nel pezzo CHICCO EVANI, L’IMPERATORE DI TOKYO CHE FECE RICREDERE SACCHI, all’interno del blog di Filippo Galli La complessità del calcio.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X!