Hernan Crespo ha lasciato un ottimo ricordo nel cuore dei tifosi rossoneri nonostante abbia trascorso una sola stagione con la maglia del Milan nel 2004-05. L’argentino, attuale allenatore del Al-Ain, ha rilasciato un’interessante intervista per la Gazzetta dello Sport dove ha analizzato in particolare il momento di Rafael Leao. Queste le parole dell’ex Milan.
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Sul momento del portoghese: “Io guardo da fuori, perché non sono a Milanello anche se conosco bene l’ambiente, e la prima parola che mi viene in mente è confusione. Mi pare che Leao sia confuso. Il suo è prima di tutto un problema di testa, poi vengono le questioni tecniche. Ho una mia opinione. Lui è un talento, ha notevoli qualità, sia tecniche sia atletiche, ma non ha ancora raggiunto la maturità che deve avere un campione. Insomma, è come se fosse a metà strada. Non basta saper dribblare per poter essere definito un fuoriclasse. Invece con Leao si è esagerato un po’ con i complimenti”.
Sui suoi comportamenti rivedibili: “Quando all’Olimpico si è isolato assieme a Theo, durante il cooling break, non è stato un bel momento. L’avessi fatto io, quando ero al Milan o all’Inter o alla Lazio o al Parma o al Chelsea, mi sarei preso una multa salatissima e, probabilmente, sarei rimasto in panchina per qualche partita. Sono gesti che rischiano di compromettere l’armonia di un gruppo, e lo dico da allenatore”.

Sul rapporta tra Rafa e Fonseca: “Non conosco il loro rapporto, dunque mi è difficile giudicare. Però ripesco un ricordo dalla mia storia personale. Quando ero a Parma, nella seconda stagione, il pubblico mi fischiava e l’allenatore, che era Carlo Ancelotti, non mi sostituiva mai per far capire, agli spettatori e a me, che lui credeva nelle mie qualità. Per me è stata una grande iniezione di fiducia., dato che ero ancora giovane e dovevo ancora completare il percorso di crescita. Nel caso di Leao, invece, mi sembra che Fonseca lo abbia sostituito senza farsi troppi problemi, e poi il Milan ha vinto la partita contro il Bruges. Ecco, questi segnali vanno interpretati con attenzione. E il primo a doverlo fare è proprio Leao”.
Su un possibile cessione di Leao: “Non entro nelle dinamiche del mercato, anche perché non conosco il tipo di contratto del portoghese. Di certo, se va avanti così, Leao non è un valore aggiunto per la squadra. E questo è un peccato perché ha grandi mezzi e grandi potenzialità. Solo che non è ancora riuscito a fare il salto di qualità. E badate che non lo ha fatto con il Milan, ma nemmeno con la nazionale”.
Su che cosa manchi a Rafa: “Ci sono giocatori che si fermano proprio poco prima di diventare campioni. Ne ho conosciuti parecchi. Mi auguro che non sia il caso di Leao, ma di sicuro deve tirare fuori qualcosa dal suo carattere per riuscire a svoltare. La differenza tra un buon giocatore, direi un ottimo giocatore qual è Leao, e un campione è la continuità. Leao fa cose meravigliose per due o tre partite, poi stacca la spina. Il campione è campione sempre, persino quando gioca al di sotto dei suoi standard. È un punto di riferimento per la squadra, si che lui c’è sempre e cui sarà. Di Leao, prima che scenda in campo, possiamo dire che ci sarà sempre?”.
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