Le tre buone prestazioni contro Inter, Roma ed Empoli avevano fatto sperare che il Milan avesse svoltato definitivamente anche grazie all’ottimo mercato di gennaio. Tutto l’ambiente aveva approcciato l’impegno dei playoff di Champions League contro il Feyenoord con estremo ottimismo, puntando ad un risultato positivo già nel match in trasferta dell’andata. Così non è stato, con gli olandesi che hanno vinto 1-0 grazie al gol dopo tre minuti di uno scatenato Paixao. Dunque è ancora troppo presto per considerare del tutto guariti i rossoneri. Ecco tre importanti lezioni che Sergio Conceicao potrebbe aver appreso dalla sconfitta di ieri.
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Primo, forse è ancora troppo presto per il 4-2-fantasia. Ieri il quartetto pesante in attacco è sceso in campo anche a causa delle assenze a centrocampo di Musah e Loftus-Cheek, ma i fatti hanno dimostrato che per ora la ricerca dell’equilibrio è troppo più importante. Oltre al gol subito infatti il Milan ha dato la sensazione di ballare dietro in troppe occasioni. In fase di pressing la presenza di Leao e Joao Felix è stata troppo limitante, mentre in fase offensiva la squadra non è riuscita a rendersi eccessivamente pericolosa, esclusa qualche iniziativa personale di Leao.
Secondo, i problemi mentali della squadra rappresentano ancora un problema. È da inizio anno che il Milan alterna ottime partite ad altre disastrose sul piano dell’atteggiamento. È come se i primi episodi del match risultassero decisivi per l’intera sfida. Con Conceiçao il gruppo sembrava aver mostrato qualche passo in avanti sotto questo punto di vista, tuttavia la brutta copia dei rossoneri, già vista nella trasferta di Zagabria si è manifestata di nuovo. Cosa sarebbe accaduto se Reijnders dopo due minuti avesse segnato o se Maignan non avesse clamorosamente bucato l’intervento su Paixao? Purtroppo non lo sapremo mai, ma la sensazione è che il Milan sia ancora troppo fragile mentalmente.

Infine un aspetto positivo, Strahinja Pavlovic. Il serbo ieri è stato di netto il migliore in campo, sia sul piano tecnico-tattico, sia su quello mentale. L’ultimo a mollare in ogni circostanza, l’ex Salisburgo ha mostrato ancora una volta tutte le sue qualità fisiche, la sua determinazione e la sua voglia di non mollare mai. Al momento rappresenta un perno insostituibile per la difesa rossonera.
Nonostante la prestazione negativa, non tutto è perduto per il Milan. I rossoneri hanno le capacità per ribaltare l’1-0 di ieri. Ma a San Siro dovrà scendere in campo una squadra con un’attitudine ben diversa.
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