La svolta della stagione del Milan è stata, senza alcun dubbio, il derby. La partita contro l’Inter ha restituito molte certezze ai rossoneri, che sembravano ormai perdute dopo le prime deludenti giornate di campionato. Insieme alla vittoria nella stracittadina sono arrivati i rotondi successi contro Venezia e Lecce, che hanno permesso al Milan di sistemare la classifica. Più in generale la squadra di Fonseca sembra aver assorbito alcuni dettami dell’allenatore portoghese, rimarginando anche l’emorragia di gol subiti nelle prime partite della stagione.
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La svolta è a evidente sotto molteplici punti di vista. In primis quello dei risultati, ma non solo. Ciò che più ha sorpreso, dal derby in avanti, sono stati gli accorgimenti tattici operati da Paulo Fonseca. La presenza in contemporanea di Abraham e Morata è alla base della rinascita dei rossoneri. Anche il maggiore minutaggio concesso a Matteo Gabbia, ormai un titolare di questa squadra, ha contribuito a migliorare sensibilmente la fase difensiva. A centrocampo Fofana si sta inserendo bene nell’economia del reparto mediano rossonero, favorendo la creatività offensiva di Tijjani Reijnders.
È evidente che Fonseca ha trovato un undici titolare su cui lavorare, un gruppo di pretoriani al quale affidarsi e i risultati, al momento, danno ragione al tecnico ex Lille. Ma è sotto gli occhi di tutti che l’allenatore rossonero si stia utilizzando solamente un gruppo estremamente ristretto di giocatori, rispetto alla rosa che ha a disposizione. In difesa Fikayo Tomori ha giocato 450 minuti, mentre Pavlovic e Gabbia circa 270 a testa. Pavlovic ha però perso la titolarità, a favore del centrale italiano, che sembra essere ormai un perno di questa squadra. Il serbo ha giocato 4 partite, di cui 3 dall’inizio. Ma dal Venezia in avanti Fonseca ha schierato principalmente Gabbia e Tomori dal primo minuto. Pavlovic, al momento non è titolare, ma almeno è parte delle rotazioni, al contrario di Malik Thiaw, di cui si sono perse le tracce.

A centrocampo la coppia titolare è Fofana-Reijnders. Fonseca grazie alla capacità del francese di coprire ampie porzioni di campo, è riuscito a dare il giusto equilibrio alla squadra. I due, insieme, hanno accumulato quasi 800 minuti. Mentre se sommiamo i minuti giocati da Loftus Cheek e Musah superiamo di poco i 500. Nello specifico il centrocampista statunitense ha giocato solo 147 minuti. L’infortunio di Bennacer ha accorciato ulteriormente il centrocampo a disposizione di Fonseca, che presto o tardi dovrà dare più minutaggio anche a giocatori che non siano Fofana e Reijnders.
In attacco la situazione e ancor più cristallizzata. A causa del grandissimo avvio di stagione di Pulisic, che si sta confermando su livelli altissimi, Chukwueeze trova sempre meno spazio. Solo 175 minuti per il nigeriano che fatica a dare il giusto contributo. Dopo sei partite, sono solo due quelle in cui è sceso in campo dal primo minuto. Al contrario Pulisic sembra essere un giocatore irrinunciabile per Fonseca che lo ha sempre schierato dall’inizio. Sono quasi 500 i minuti accumulati dall’americano. A sinistra ovviamente, il titolare inamovibile è Rafael Leao, complice l’infortunio di Noah Okafor. Chi non riesce a trovare spazio è Luka Jovic, solo 78 minuti per l’attaccante serbo. Il numero nove potrebbe addirittura lasciare Milanello nella prossima sessione di mercato.
Chi invece sembra godere della fiducia incondizionata di Fonseca è Tammy Abraham. L’inglese, arrivato l’ultimo giorno di mercato, si sta ritagliando un ruolo da protagonista. Sono già cinque le presenze dell’ex Roma con la maglia rossonera, per un totale di 259 minuti e un gol segnato. L’entusiasmo di Abraham, il suo body language e la generosità con cui affronta le partite, sono caratteristiche molto apprezzate da Paulo Fonseca, che difficilmente ci rinuncia.

L’analisi sul minutaggio dei giocatori del Milan evidenzia una piccola crepa nel progetto dell’ex tecnico del Lille. Sono pochi gli uomini di cui, calcisticamente parlando, si fida. Questo potrebbe portare presto all’eccessivo affaticamento di determinati giocatori. Al momento Fonseca ha deciso quali sono i suoi titolari, ma non ha ancora deciso quali sono le riserve.
Il dibattito sul turn over è più aperto che mai. Negli ultimi anni, alcuni allenatori, come Guardiola, hanno deciso di poterne fare a meno, schierando sempre la stessa formazione e operando poche sostituzioni anche all’interno della gara. Un altro approccio è quello di Simone Inzaghi che al contrario non disdegna le rotazioni e, quando il calendario lo permette, tende a sostituire due o tre elementi della formazione titolare. Al momento non è chiaro quale sia l’opinione di Paulo Fonseca sul turn over e sulle rotazioni. L’impressione è che abbia trovato un undici base su cui impostare quelle che sono le sue idee. Probabilmente, più avanti, a causa dei calendari ingolfati, avrà l’occasione si sperimentare e di mettere alla prova tutti i componenti della sua rosa.
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