Filippo Galli, ex calciatore e dirigente del Milan, ha parlato a Milan Vibes di Francesco Camarda e del lavoro sui giovani talenti. Secondo Galli, “ogni traiettoria, ogni storia e ogni talento è a sé. Non c’è una ricetta, perché magari a Camarda ciò che ha vissuto l’anno scorso potrebbe servire. Non lo sappiamo, perché non abbiamo contezza di ciò che accadrà”. Crescere un giocatore richiede quindi attenzione, dialogo e flessibilità.
“C’è un discorso di coerenza rispetto a un pensiero, ma questo non significa che non si possa cambiare idea”, spiega Galli. “Per me è una modalità di lavoro dialogica, basata sull’ascolto continuo di ciò che accade al ragazzo e al suo contesto. Solo così si può cambiare la sua traiettoria di carriera”.
Secondo lui questo lavoro è faticoso: “Se dai indicazioni e dici ‘ci vediamo tra nove mesi’, tutto è più facile. Seguire invece un processo costante è molto più difficile. Richiede più energie e comporta scontri e conflitti, che però sono strumenti di lavoro e vanno indirizzati nella direzione giusta”.
LEGGI ANCHE – Pier Silvio Berlusconi sul Milan: “Non lo seguo più come prima”
Il prestito al Lecce: un’opportunità
Riguardo alla scelta di mandare Camarda in prestito al Lecce, Galli commenta: “Ancora non lo sappiamo. Quando è stata fatta questa scelta io ero a favore. Mi auguro che lui riesca a ritagliarsi lo spazio, ma Di Francesco è un allenatore di qualità, quindi se Camarda merita di giocare, giocherà senz’altro. Sarà durante l’allenamento che il mister deciderà se schierarlo la domenica”.
Allenarsi come se fosse sempre domenica
Galli sottolinea anche l’importanza dell’allenamento: “Una delle qualità dei talenti di grande livello è la capacità di continuare ad apprendere non solo nella partita, ma nell’allenamento. Io mi sono sempre allenato nella mia carriera da calciatore come se dovessi giocare la domenica.
Quindi l’attenzione e la determinazione non erano una fatica per me; mi venivano spontanee. Così, quando venivo chiamato, cercavo sempre di essere all’altezza”. Questo approccio, secondo Galli, lo ha aiutato a prolungare la carriera fino a 40 anni e mezzo, nonostante gli infortuni.
Pazienza, impegno e costanza
Il messaggio è chiaro: crescere un giovane talento richiede pazienza, impegno e costanza. Non esistono scorciatoie: ogni ragazzo ha una storia unica e va seguito passo dopo passo, giorno dopo giorno, per far emergere al meglio le proprie qualità.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
