Luigi Garlando, giornalista sportivo, si è cosi espresso su La Gazzetta dello Sport, in merito alle ultime prestazioni dei rossoneri, reduci dalla vittoria per 2-0 sul campo della Cremonese di Davide Nicola, spesso risolte nei minuti finali, a detta del giornalista, grazie ad un giocatore rossonero in particolare. Queste le sue parole:
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Un denominatore comune
““Pavlovic al 90’, Gatti al 93’, Lukaku al 96’. Senza questi 3 gol estremi, la classifica sarebbe stata stravolta. Un mazzolino di reti per Renato Cesarini che l’11 aprile festeggerà il 120° compleanno. Patrono dei gol disperati, da quello che rifilò allo scadere di Italia-Ungheria nel ’31, Cesarini è nato a Senigallia ed emigrato col padre ciabattino a Buenos Aires. Cresciuto nel Barrio Palermo, quando nel ’29 tornò in Italia per giocare nella Juve, era già un divo. Magie in campo e fuori. Cambiava tre camicie al giorno, dormiva tra lenzuola di seta, aprì una tangueria in piazza Castello, donne, locali, poker…

Il “salvatore” di Max
“Un giorno Agnelli lo sorprese al ristorante in orario di allenamento e gli mandò al tavolo una bottiglia di champagne. Il Cè ricambiò con 5 bottiglie e un biglietto: “Domani gioco e segno”. Così fu. Chi vive tanto intensamente, non spreca gli ultimi istanti di una partita. Zona Cesarini. Il Cè ha battezzato una fetta di tempo che è proprietà di Dio. Il Golgota sembrava una partita persa, invece tre giorni dopo… Il Cè ha regalato al calcio il lieto fine delle fiabe e dei film di Frank Capra. La zona Cesarini della carriera di Modric è luminosa come un’alba, infatti è lui che anima i finali del Milan: 8 punti guadagnati dopo l’80esimo“.
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