Santiago Giménez vuole prendersi il Milan. Dopo l’infortunio che l’ha tenuto ai box per diversi mesi, il messicano è pronto a giocarsi le sue carte per ottenere una riconferma nel club rossonero. Nella scorsa sfida contro il Torino, l’ex Feyenoord ha avuto modo di tornare sul manto verde per alcuni minuti. Ora il 7 del Diavolo scalpita per giocare una fetta di partita contro il Napoli nel posticipo di Pasquetta. In un’intervista rilasciata ai microfoni di DAZN, il Bebote si è espresso così:
“Mi sento molto bene. La cosa più importante in questo momento è la caviglia. Ed essendo a posto con la caviglia so cosa posso dare. Ho molta fiducia in me stesso e in ciò che posso contribuire alla squadra. Queste ultime otto gare sono finali. Mi sento importante nel gruppo, non solo calcisticamente, ma anche all’interno del gruppo. Sono una persona molto positiva e cerco di aiutare i miei compagni”.
Sull’operazione alla caviglia:
“È stata una decisione molto difficile perché avevo molto entusiasmo per la stagione e per la grande squadra che avevamo costruito. Eravamo primi o secondi in classifica e volevo continuare a giocare. Però la verità è che il dolore era tanto. Insieme alla mia famiglia ho preso la decisione di operarmi per stare bene e per dare quello che posso dare. Non ero al 100% e non mi piaceva. La mia famiglia è sempre stata lì per me. È stato un momento difficile perché fermarsi è sempre qualcosa di difficile, ma sono sicuro che per mano di Dio questo mi ha reso ancora più forte”.
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Rivedremo il vero Giménez?
“Sì. La realtà è che al Feyenoord stavo andando molto bene e il Milan mi ha notato. Nel momento in cui il Milan mi ha notato, avevo solo un’idea in testa: diventare il goleador del Milan. È ancora nella mia mente e nei miei pensieri. So che l’unica cosa che deve fare un attaccante è fare gol e la gente sarà felice. Quello che posso dire è che lascerò il cuore in campo e i gol arriveranno”.
Sull’essere tifoso del Milan:
“La gente lo sa, anche la mia famiglia. Con la maglia del Milan ho molte foto quando ero bambino perché era la squadra che tifavo. Mi emozionava vedere Kakà, Pirlo, Seedorf, Gattuso… Una grande squadra e io adoravo guardarli. Poter indossare questa maglia oggi è un sogno che si avvera. Metterò sempre il Milan davanti a tutto e penso di sapere cosa posso dare. Mi fido molto di me stesso come giocatore e sento di non avero ancora dimostrato. Ringrazio ancora Dio per avere questa opportunità”.
Qual era il tuo idolo?
“Ogni giocatore è diverso, ma Kakà mi piaceva molto: era il mio giocatore preferito in quel periodo, anche perché condividiamo la stessa fede ed è un giocatore con molta passione e con molta grinta ed eleganza ovviamente. Non mi paragono con nessun calciatore del passato. Io sono Santiago Giménez e cercherò di raccontare la mia storia”.
Su Allegri:
“Mi ha fatto guardare in modo più semplice il calcio. Capire il calcio è la cosa più difficile a volte. Allegri è questo: lui interpreta il calcio in un modo facile ed è per questo che sta facendo molto bene. Penso mi abbia insegnato molto, soprattutto tatticamente e lo apprezzo molto. Anche se all’inizio della stagione non ho segnato gol, so quanto abbia aiutato il mister e so anche quanto lui abbia aiutato me. È un allenatore che ricoderò per il resto della mia vita”.
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