Non so se avete mai visto “The Eternal Susnhine Of The Spotless Mind”. Se non lo avete fatto, smettete di leggere e andate a guardarlo. Forse lo conoscete meglio con la discutibile traduzione italiana di “Se Mi Lasci Ti Cancello”. In ogni caso, è un film del 2004 diretto da Michel Gondry con Jim Carrey e Kate Winslet come protagonisti. In sostanza, si tratta della storia d’amore tra Joel e Clementine. Anzi, della parabola che porta la coppia dall’estasi della felicità al dolore della fine della relazione. Clementine, non sopportandone l’idea, si fa cancellare la memoria relativa alla loro storia. Joel, scoprendolo, fa lo stesso. Eppure, il destino li farà incontrare ancora. Ecco, se fosse possibile, vorrei che capitasse anche a me. Sinceramente, l’idea di dover dire addio a Giroud è piuttosto straziante. Dimenticare e rivivere tutto dall’inizio sarebbe un’opzione più che decente.
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Era l’estate del 2021 e nessuno si immaginava che il gigante francese avrebbe conquistato i cuori dei tifosi rossoneri a suon di gol e sorrisi. In sole tre stagioni Giroud è diventato un simbolo. Non solo degli ultimi anni, ma dell’intera storia del Milan. Non lo pensate anche voi? Ragionando fuori dagli schemi e non considerando solo i numeri, l’ex Chelsea e Arsenal ha fatto breccia per la dedizione e l’impegno, oltre che per la disponibilità e la gentilezza che ha sempre dimostrato con tutti, grandi e piccoli.
Tornando ai numeri e alle emozioni, poi, è inevitabile pensare all’anno dello Scudetto e allo scorso, quello della semifinale di Champions League. I momenti di maggior estasi della gestione Pioli, probabilmente, coincidono con Giroud che si gira e segna, facendo urlare di gioia, piangere e ridere chiunque ami i colori del Diavolo. La doppietta nel derby del titolo ha cambiato ogni cosa, ridando speranza e facendo rinsavire lo spirito del Milan, quello che lo contraddistingue dal lontano 1899. L’acuto a Napoli, la zampata che ha messo fuori dalla corsa per il titolo i partenopei. La doppietta di Reggio Emilia, in un Mapei Stadium che sembrava la riproduzione in miniatura di San Siro, tanto era pieno di tifosi del Milan.
La lista potrebbe continuare all’infinito. Sempre decisivo, mai gol banali. Puntuale, preciso, pulito. Soprattutto, ammirato anche da chi non tifa per il rosso e il nero. Esiste qualcosa di più grande? Non credo. Ora, giustamente, a quasi 38 anni, Olivier ha scelto di chiudere oltreoceano, godendosi il sole di LA. Il Milan deve voltare pagina, con una certezza. Il lascito di Giroud non sarà mai dimenticato. Per sempre grazie.
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