Che la rivoluzione abbia inizio! Probabilmente in molti si aspettavano qualcosa di diverso, visto che quella del Milan è una rivoluzione che prevede un solo arrivo, cioè quello di Ruben Amorim come allenatore al posto di Massimiliano Allegri. Tuttavia i cambiamenti che il Diavolo fronteggerà sono tanti e nascondono alcune insidie e altri aspetti su cui si potrebbe ottenere qualche risultato interessante.
Con l’organizzazione voluta da Cardinale, si potrebbe finalmente evitare uno dei principali problemi che ha afflitto il Milan negli ultimi anni, cioè le molteplici anime all’interno della dirigenza. Mai come questa volta, la volontà è di costruire un gruppo di lavoro integrato che si muova tutto verso una direzione. L’esempio che il leader di RedBird vuole replicare è quello del Liverpool, di cui Cardinale è azionista di minoranza e che con questo sistema operativo è tornato ai vertici in Europa.
Le incognite
Tuttavia ci sono anche tante incognite che questo modello presenta. Innanzitutto si tratta di un sistema innovativo per il calcio italiano e dunque non collaudato. Sappiamo tutti che in passato, in Italia, chi ha voluto portare nuovi modelli di management o di piani di sviluppo di un club ha spesso fallito. Riuscirà il Milan ad avere realmente successo senza figure tradizionali come un direttore sportivo? Non dimentichiamo infatti che un’estate fa, Tare fu assunto proprio perché la dirigenza aveva ritenuto idoneo colmare questo vuoto operativo. Insomma, le mosse di queste ultime ore sembrano contraddire quelle di un anno fa.
Inoltre, eccezion fatta per Calvelli, l’assenza di un dirigente italiano potrebbe privare il club di un punto di riferimento che curi le dichiarazioni pubbliche prima e dopo gli eventi, e che sappia in generale come interfacciarsi al calcio italiano. Amorim avrà molte più responsabilità sul mercato rispetto ad un allenatore tradizionale, ma con un ruolo simile al Manchester non ha affatto brillato. Il tecnico portoghese saprà imparare dai propri errori. Tante domande che celano sicuramente tante incognite per un assetto dirigenziale decisamente innovativo per il panorama italiano. Questo, in modo quasi ovvio, genera anche un po’ di curiosità e scetticismo attorno al Milan, che per l’ennesima estate cambia tutto, con la speranza che questa ennesima rivoluzione possa portare il Diavolo in alto.
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