Nella lunga intervista rilasciata a Le Journal de la Dimanche, Olivier Giroud ha parlato anche del suo passato, svelando a chi si è ispirato per diventare il calciatore di oggi. Il francese ha anche parlato della sua carriera futura, una volta terminata quella da calciatore. Queste le sue dichiarazioni:
“Cosa farò una volta finita la carriera da calciatore? La domanda mi è già stata posta, ovviamente. Il calcio è la mia passione, quindi penso che resterò nel calcio. Allenatore? Non credo, almeno per il momento: non ne ho il desiderio e non so se ne avrò mai l’energia o la volontà, perché è un lavoro molto impegnativo. Mi piacerebbe fare il direttore sportivo, perché in un club si è coinvolti in una serie di cose: la politica degli ingaggi, la prima squadra, l’accademia… Ma lo dico oggi, poi le cose potrebbero cambiare“.

Giroud ha anche spiegato chi erano i suoi idoli da bambino: “Quando ho iniziato a tifare per la Nazionale francese nel 1998, Zidane ha fatto sognare tutti noi. Era il nostro eroe. Poi, man mano che crescevo, c’erano i ‘francesi’ dell’Arsenal. Ero davvero attratto dalla Premier League e da ciò che Arsene Wenger stava facendo. Ovviamente c’è Titi Henry come attaccante. Ma quello che mi ha ispirato di più è stato Andriy Shevchenko.Era un attaccante in grado di fare tutto e di concludere con il piede destro, il sinistro e la testa. Era molto completo. Anche Papin. Mi piacciono molto le volee, i ritorni acrobatici… Era uno dei giocatori che padroneggiava meglio questa tecnica. Inoltre, era francese e aveva giocato nel Marsiglia e nel Milan”.
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