EDITORIALE PRIMA PAGINA

GODBYE, ZLATAN: GRAZIE – Non vi dirò “non piangete” perché non tutte le lacrime sono un male

E come tutte le più belle cose vivesti solo un giorno come le rose

Grazie, Zlatan. Una parola, semplice, concisa, che rappresenta l’essenza di Ibra al Milan. Quell’omone tanto egocentrico quanto fenomeno in campo che ha risollevato i cuori rossoneri, che ha preso il ‘Diavolo’ per mano e l’ha trascinato in un mondo che di ultraterreno ha tutto. Le sembianze di un ‘Dio’, quella tecnica sopraffina palla al piede, quella foga agonistica che solo i veri leader hanno, quel suo essere semplicemente e sfacciatamente Zlatan. Sarebbe impossibile ripercorrere le tappe della tua immensa carriera, Z.; sarebbe ingiusto proprio oggi, servirebbero milioni di pagine. E allora ci affidiamo alla parola più semplice e, allo stesso tempo, complessa di sempre: grazie.

Sussurriamo, ricordiamo, scolpiamo il tuo nome nei ricordi. Perché sei la cosa più bella che potesse capitare al Milan, a quel Diavolo che veniva da anni di successi in Europa, a quel Diavolo che doveva rinascere. Trovatelo voi uno che risolleva una squadra in questo modo. Il 5-0 di Bergamo, il ritorno del ‘Padre prodigo‘, i sogni e quel 22 maggio che riecheggia già nell’eternità. Un percorso pazzesco che ha visto Zlatan essere determinante sia in campo che fuori: il feeling con Leao – a proposito: il primo signor colpo del mercato estivo rossonero -, il rapporto speciale con Pioli, il pianto di Tonali ieri sera, che rappresenta il valore di Ibra in toto. Sono troppi i momenti, Zlatan. E il cuore, ieri e oggi, piange. Piange perché dall’esterno nessuno può capire.

Le storie d’amore, specie le più belle, finiscono: ce lo insegna la vita, ce lo insegnano film e serie TV, dove i protagonisti si perdono, quell’amore tanto agognato all’inizio si affievolisce e termina la propria corsa nella foce del ‘mai più’. Gli amori, tuttavia, si ricordano, ci lasciano un segno indelebile che farà da contorno a tutta la nostra esistenza. Tu, però, non sarà mai solo contorno: sarai quintessenza dell’amore vero.

Oggi non è il momento di parlare di calcio, di campo e di vittorie. Oggi è il giorno del ‘grazie’. Ebbene anche gli dei piangono. Anche Zlatan può commuoversi. Anche Zlatan può lasciare il calcio. Un momento che in pochi avrebbero immaginato. Quelle tue parole risuonano nella testa, come una campana che sigla la fine del tutto. È davvero finita così, Zlatan? In un attimo? Con le lacrime di tutti i milanisti e quella tua voce fiera che annunciava la fine del nostro amore? Condottiero di mille battaglie, hai salutato da vero generale. Sono momenti che non torneranno ed è sacrosanto viverli così: con il cuore in gola e la certezza che il nostro amore ci accompagnerà per mano sino alla fine del tutto, quella che spaventerebbe il più coraggioso dei guerrieri.

E allora ancora una volta: grazie, ‘Dio’. È stata una corsa meravigliosa. E non vi dirò “non piangete” perché non tutte le lacrime sono un male.