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Il Governo frena il nuovo San Siro: il progetto Cattedrale è a rischio

Il progetto ‘Cattedrale’ rischia di collassare insieme a tre anni di duro lavoro da parte dei due club di Milano.

Prima di Natale il nuovo San Siro entusiasmava gli animi, infatti l’ok del Consiglio comunale (a patto di alcune modifiche, come l’obbligo di portare la capienza a 70mila spettatori, non aumentare il prezzo dei biglietti e di aumentare le aree verdi attorno al nuovo impianto) lasciava ben sperare.

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Tuttavia, come questa mattina riporta La Gazzetta Dello Sport, si è innestato un clima di estrema incertezza circa la delibera della Giunta di Palazzo Marino: quando e se arriverà, dovrà necessariamente accadere entro il 21 gennaio, nei tempi previsti dal dibattito pubblico. Inoltre, la ferma volontà del governo di non abbattere il Meazza, come da programma per Inter e Milan, scombussola i due club. Non solo il possibile vincolo relazionale sulla Scala del Calcio, come evidenzia La Gazzetta dello Sport, può aggiungersi anche quello monumentale che scatta dopo 70 anni (2024) e metterebbe la parola fine al progetto. I “club “cugini” aspettano la decisione del Comune, ma osservano con molta attenzione anche perché la sola redazione del progetto esecutivo sul distretto San Siro costa tra i 40 e i 50 milioni.

Per tutti questi motivi, rossoneri e nerazzurri sarebbero sempre più propensi a portare i lavori fuori da Milano: Sesto San Giovanni sarebbe il luogo più idoneo con le ex aree Falck. L’ok del sindaco è arrivato già da tempo, seguito dalla ‘sponsorizzazione’ del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Suning e RedBird vogliono un nuovo stadio e non fanno passi indietro, dunque pensare ad un futuro altrove diventa un’opzione sempre più plausbile.

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