La scelta del Milan è ricaduta sull’allenatore ex Manchester United, ma Amorim ha la possibilità di redimersi in quel di Milano.
Come allenatore inizia la sua storia sulla panchina del Casa Pia. La squadra di Lisbona attualmente in prima divisione al suo arrivo giocava ancora in terza divisione portoghese. Un inizio complesso che si chiude con le sue dimissioni lo porta ad allenare il Braga. Squadra con cui vincerà il suo primo, ma non ultimo trofeo della sua giovane carriera come allenatore. Battendo in finale di Coppa di lega il Porto per 1-0.
Dopo aver pagato 10 milioni al Braga, lo Sporting punta su lui ed il suo gioco propositivo. Stile di gioco che frutterà ben 5 trofei nelle quattro stagioni con i Leões: 2 Coppe di Lega, due campionati ed una Supercoppa di Portogallo.
L’apice della sua carriera si pensava potesse essere alla guida di un club storico come il Manchester United. Le cose però non sono andate come tutti si sarebbero immaginati. Litigi all’ordine del giorno, giocatori messi fuori rosa, come nel caso di Mainoo, che non rientrava nei suoi dettami tattici.
Eppure il Manchester United ora viaggia a gonfie vele grazie alla mano di Carrick, ma anche al mercato pensato ed orchestrato da Amorim, che ha portato giocatori di pregevole fattura a Manchester.
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Un allenatore che sa come muoversi sul mercato e che al Milan avrà la possibilità di gestire l’arrivo di giocatori adatti al suo modo di giocare.
Un salto nel vuoto che non desta grandi preoccupazioni al Milan. Un carattere e atteggiamento focoso tipico dei portoghesi, ma che non lo accomuna completamente ad un altro allenatore focoso del passato recente del Milan.
Dunque a che allenatore si avvicina di più, a Fonseca o a Conceicao? Il commento su Amorim ed il suo modo di pensare e applicare il calcio arriva dalla firma de La Gazzetta dello Sport, Luca Bianchin:
“Il Milan ha scelto Paulo Fonseca, poi Sergio Conceiçao, ora Ruben Amorim, tre allenatori diversissimi per approccio al calcio e alla vita. Ovviamente non c’è una sola tipologia di allenatore portoghese”.
“Come non c’è una sola tipologia di allenatore italiano, anche se alcuni concetti di calcio – un esempio, la periodizzazione tattica – in Portogallo sono nati o hanno preso forza”.
“Ma che tipo di allenatore è Amorim? E a quali allenatori portoghesi va più vicino? Proviamo a rispondere con alcune sue caratteristiche… e un’anticipazione: ricorda più Fonseca che Conceiçao”.
“Amorim e Conceiçao sono differenti nel modo di comunicare – Sergio è più abrasivo – e anche in campo, mentre con Fonseca c’è un collegamento dato dal calcio posizionale, che entrambi apprezzano”.
“Il centrocampo sarà una zona chiave. Fonseca lì ha fatto le cose migliori, esaltando Tijjani Reijnders e la sua affinità con Youssouf Fofana”.
“Amorim in mezzo ha bisogno di giocatori forti, soprattutto di un mediano che sia protagonista in fase difensiva e permetta ai giocatori offensivi di guardare avanti, non indietro”.
“Allo Sporting ha avuto Hjulmand, che è arrivato dal Lecce e ha fatto subito molto bene, al Milan bisognerà capire il ruolo di Rabiot e fare attenzione a Jashari: Ardon, più che con Allegri, avrà una possibilità”.
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