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Gullit: “Berlusconi era un esempio”. Poi l’aneddoto sul coro dei tifosi

Gullit

Intervistato insieme a Rijkaard e Van Basten a Milan Tv, Ruud Gullit ha parlato della sua esperienza in rossonero, rivelando anche un simpatico aneddoto su un coro dei tifosi. Queste le sue parole

Sulla sua miglior partita con il Milan:

“Senza dubbio, la finale di Barcellona contro la Steaua Bucarest”.

Sulla sua qualità migliore in campo:

“L’allegria. Giocavo per divertirmi, e quando non mi divertivo diventava tutto più complicato. Naturalmente, vincere rende tutto ancora più piacevole, quindi bisognava sempre dare il massimo. Il mio difetto? A volte pensavo di potermi risparmiare un po’ in certe partite”.

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Se ricorda un coro dei tifosi:“All’inizio non capivamo bene l’italiano e ci domandavamo ‘Chi è Ugo Lasagna?’ (ride, ndr). Poi abbiamo capito che dicevano ‘Tutto lo stadio’”.

Gullit Rijkaard Van Basten
Rijkaard Van Basten Gullit 

Chi era il più competitivo tra lui, Rijkaard e Van Basten:

“Marco, senza dubbio”.

Su Sacchi:

“Un fanatico, nel senso migliore del termine”.

Su Capello:

“Un vincente, ma anche un uomo di poche parole. Quando sorrideva, però, era qualcosa di speciale”.

Su Ancelotti:

“Una persona straordinaria. Se dovessi descriverlo, direi che è come lo zio preferito di tutti”.

Su Berlusconi:

“Il numero uno, il miglior presidente che abbia mai avuto. Era una fonte d’ispirazione per la squadra, sempre presente e vicino a noi. Ci ha insegnato cosa significa vincere, sia dentro che fuori dal campo. Aveva una filosofia unica, sia nel gioco che nei comportamenti”.

Sull’avversario che più lo ha impressionato:

“Maradona su tutti, ma anche l’Inter nel complesso. I derby erano sempre sfide intense contro una squadra di grande livello”.

Sul suo rapporto attuale con Van Basten e Rijkaard:

“Quando penso al passato, mi sento fortunato ad aver condiviso il campo con loro e ad aver vinto tanto insieme. Con Frank ci conosciamo da quando avevamo 12 anni, ed è incredibile aver vissuto un’avventura così. Con Marco, invece, ci conosciamo dai miei 17 anni e mai avremmo immaginato di poter parlare un giorno di quei trofei. È bellissimo sapere che, dopo tanti anni, il nostro calcio venga ancora ricordato e apprezzato in tutto il mondo. Forza Milan!”.

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