EDITORIALE PRIMA PAGINA

“Hakan dice che mi adora”: Gabbia ‘ingabbia’ cantanti, provocatori e pugili

Quanto serviva. Quanto serviva vincere un derby per riscaldare i cuori affranti dei tifosi milanisti. Tifosi milanisti quasi rassegnati, quasi delusi in partenza già prima che la squadra scendesse in campo. Come se fosse inutile crederci, ‘tanto l’Inter ha già vinto’. Questi sono gli effetti post traumatici degli ultimi due anni di Inter-Milan e di Milan-Inter, due anni che hanno visto il Diavolo perdere 6 scontri diretti su 6 contro i cugini. Dalla Supercoppa Italiana alzata in faccia quel 18 gennaio 2023 allo Scudetto alzato…sì, sempre in faccia lo scorso 22 aprile.

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Ieri, di prima mattina, qualcuno ha voluto cavalcare l’onda del dissing che aveva contraddistinto la scena rap italiana degli ultimi giorni. Il signor Hakan di nome e Calhanoglu di cognome aveva pubblicato una storia a dir poco amichevole, ‘leggermente’ provocatoria. Una storia in cui annunciava il match del giorno tramite una netta distinzione: da una parte due stelle, a rappresentare l’Inter, dall’altra solo una stella, a rappresentare il Milan. Dopo un’ammonizione presa al 40’ del primo tempo, Calhanoglu conclude il suo derby al 63’, quando Simone Inzaghi decide di sostituirlo con Asllani dopo una partita in cui tutto ha fatto, tranne che il centrocampista più forte al mondo. Come lui si definisce.

Ma al dissing iniziato dall’ex rossonero serviva una risposta. E chi se non il più milanista di tutti poteva darla: cross di un fenomenale Reijnders (una nota di merito nel prossimo paragrafo, ndr), mischia in mezzo, spizzata di Matteo Gabbia ed è goool Milan. Nessuno ci crede. È l’89’ e la partita sta per concludersi. I tifosi rossoneri dal divano cercano di non evocare brutti ricordi e non pensare ai gol subiti contro l’Inter negli anni passati durante gli ultimi secondi dei derby. Fischietto in bocca per Mariani che dice stop, il Milan azzera i giorni passati dall’ultimo derby vinto (749). Il rilancio di mister Paulo Fonseca.

Matteo Gabbia si trasforma dunque nel Tony Effe della situazione e il singolo “Chiara” diventa subito “Hakan”. Lasciati non con troppe parole anche cantanti, ma le corde vocali ringraziano, e pugili che ultimamente hanno alzato scudetti, ma anche cartelloni non proprio fraterni. Un Matteo Gabbia che si conferma oramai un vero e proprio leader di questa squadra. Fin da sempre troppo criticato, spesso ingiustamente, ma che con il lavoro e l’esperienza in Spagna ha saputo prendersi la sua rivincita. Oggi è l’uomo del derby.

Grande prestazione da parte di tutti quella di ieri, ma una nota di merito ad un fenomenale Tijjani Reijnders. Qualitativamente superiore a tutti. Attacca, difende, pressa, non c’è qualcosa che non sappia fare. Il passaggio per Abraham che soli i grandi giocatori riescono a vedere. Il pallone perfetto per la testa di Gabbia. Un giocatore di livello superiore. In questo derby vinto, c’è tanto dell’olandese.

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