La leggenda rossonera Zlatan Ibrahimovic ha parlato, nel corso del Festival dello Sport a Trento, della sua carriera e della sua vita da calciatore e uomo. Tanti aneddoti e racconti, tra cui un paragone tra Leao e Balotelli, queste le sue parole:
Su Zlatan bambino: “Facevo tanti casini, come tutti i bambini. Ero sempre in giro a giocare a calcio. Ero sempre col pallone, dove andavo me lo portavo dietro e giocavo a calcio, anche se tutti mi dicevano che non ero un talento. Era la mia energia, la mia adrenalina. Poi facevo anche cose che non si possono fare, ma si impara e si cresce”.
Sulle sue origini: “Diventi più maturo, ha più esperienza. Ora ho due figli. Ma la tua identità è sempre quella. Ma lo fai con eleganza e in un’altra maniera”.
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Sul paragone con van Basten all’Ajax: “All’inizio era molto difficile, tutti si aspettavano che ero il nuovo van Basten. Ma non ero ancora a quel livello, era la mia prima avventura fuori dalla Svezia. Ero da solo con tanta pressione. È stato un trasferimento record, si aspettavano magie tutti i giorni. Ma non ero pronto, mi pesava quel paragone e non era facile. Mi ha quasi fatto tornare indietro in Svezia. Ma non ho mai mollato, avevo sempre fiducia in me stesso. Ma in alcune situazioni non dipende solo da te, ma piano piano, mentalmente soprattutto, diventavo più forte. Il secondo anno è andato meglio, il terzo anno ho fatto il battesimo a tutti”.
Su Balotelli: “Quando un ragazzino ha l’occasione di sfruttare il suo talento… Lui ha avuto tante occasioni, non ne ha presa neanche una. Ce ne sono tanti che vogliono avere solo un’occasione, lui ha perso tutte le occasioni che ha avuto lui”.
Dopo il tacco di Leao in Champions: “No no, non si può neanche paragonare. Se fa gol la è un genio. Solo i geni capiscono cosa devono fare lì. Per questo lui è la e Balotelli è in tribuna”.

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