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Allegri l’equilibrista: il bene Milan tra Champions, contestazioni, divergenze e futuro

“Chi è all’interno del Milan deve lavorare per il club che ha una storia da difendere e un DNA glorioso… L’importante è che tutti dobbiamo lavorare per il club. Gli obiettivi personali vanno messi da parte, quello collettivo è che il Milan deve tornare a giocare la Champions”. Basterebbero questi due pensieri per riassumere l’intera conferenza stampa di vigilia di Massimiliano Allegri in vista di una sfida decisiva contro l’Atalanta.

Domani sera a San Siro la posta in palio sarà molto alta. Il Milan, e non solo, si gioca il futuro. Una qualificazione che cambierebbe tutto: programmazione, investimenti, prospettive e credibilità. Allegri conosce perfettamente il peso della sfida e la responsabilità nei confronti di una tifoseria che per mesi si è sentita ripetere un solo ritornello: “L’obiettivo è tornare in Champions”.

Allegri “silenzia” il rumore

Da capitano di lungo corso, uomo e professionista che conosce a memoria la psicologia di uno spogliatoio, con la sua proverbiale capacità comunicativa ha risposto alle incalzanti domande dei colleghi presenti nella sala stampa di Milanello. Squadra a pezzi nel fisico e nel morale, petizione contro l’AD Giorgio Furlani, clima infuocato extra campo a causa di un malumore che covava e da questa settimana esploso tra tutti i tifosi. Tutti temi ai quali Allegri non si è sottratto dal confronto.

Lo ha fatto con professionalità e senso di responsabilità, proteggendo squadra e ambiente. Sempre mettendo il Milan davanti a tutto. Può sembrare scontato ma non lo è. Quante volte abbiamo assistito a conferenze stampa trasformate in difesa personale, con allenatori impegnati a costruire un fortino attorno a sé stessi lasciando il resto “fuori”?

LEGGI QUI – Le parole di Allegri in conferenza

Il bene superiore e le velate rassicurazioni

Allegri sa benissimo che il “resto fuori” considera ormai il Milan un’entità molto vicina alla mitologia greca. Un Cerbero dalle tre teste, ognuna rivolta verso direzioni e interessi diversi. Oggi, come tante altre volte, ha lanciato il suo elegante e rispettoso “avviso ai naviganti” su cos’è il patrimonio Milan. L’essere NOI Allegri lo conosce benissimo: “Non sono mai stato da solo. Quando abbiamo fatto incontri e riunioni c’è sempre stato un confronto: abbiamo cercato di far sì che la squadra potesse ottenere dei risultati e che potesse essere sostenibile.

Immancabile il binomio risultati – sostenibilità, non a caso citato oggi. Sul futuro nessun dubbio. “Il mio obiettivo è rimanere al Milan il più a lungo possibile. Pensiero condiviso da tutti? Per questo colpisce tornare ancora una volta alle frasi iniziali.

“L’importante è che tutti lavorino per il club Milan. Mi hanno insegnato e ho appreso che nel Milan sono passati in tanti ma quello che rimane è sempre il club. Chi è all’interno del Milan deve lavorare per il club che ha una storia da difendere e un DNA glorioso. Tutti dobbiamo lavorare per il club. Gli obiettivi personali vanno messi da parte, quello collettivo è che il Milan deve tornare a giocare la Champions”.

Sono parole sulle quali costruire insieme il futuro? Oppure, tra qualche settimana, potrebbero essere lette con una forma elegante di commiato? Una sorta di testamento calcistico consegnato a chi avrà il compito e il coraggio di sedersi “domani” su questa panchina. In atteso di ciò che sarà, Allegri, parafrasando una famosa hit, oggi ha dato sfoggio di una sua grande qualità“perché Lui è, Lui è un… equilibrista”.

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