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Ibrahimovic: “Vi dico come sono approdato al Milan”

Ibrahimovic

Oggi, al Festival dello Sport di Trento, ha parlato in una lunga intervista Zlatan Ibrahimovic, il quale ha sciorinato in lungo e in largo tutta la sua carriera, partendo da quando era uno scapestrato bambino che viveva in brutti ambienti dei sobborghi di Malmo caratterizzati da bullismi e risse, fino al successo divenendo un calciatore professionista e girando tutti i più importanti campionati europei, passando per l’approdo in MLS al La Galaxy, per poi tornare in quella che dichiara essere la sua casa: Milano, Milanello, San Siro, in una parola il Milan.

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Le sue parole:

“Non era un momento facile per me, l’allenatore voleva vendermi a tutti i costi. Poi è arrivato il Gamper contro il Milan, il Milan parlava con Mino per capire che fare. Quando sono venuti a Barcellona, eravamo nel tunnel prima di entrare in campo. Tutti i giocatori del Milan dicevano: “Dopo la partita torni con noi“. Nesta, Pirlo, Ronaldinho, dicevano tutti: “Torni con noi“. Dopo la partita è arrivato Dinho negli spogliatoi, mi ha preso la mano e mi ha detto: “Dai, andiamo a casa“.

“In queste situazioni non volevo mettere ansia ad Helena. Nel calcio ci sono tante parole, Galliani invece è venuto a casa nostra. Helena non sapeva chi fosse, mi ha chiesto chi è. “È il big boss del Milan”. “E che vuole?”. “Vuole che andiamo al Milan”. E lei: “E cosa aspettiamo allora?”. E alla fine hanno trovato un accordo con il Barcellona. Alla sera siamo andati a cena, Galliani tira fuori la carta di credito ma non funzionava. Era dopo il mio transfer. Allora dico: “È già finito? Pago io”. (ride, ndr)”.

Parole che indubbiamente hanno lasciato un segno dentro il campione svedese, che ha considerato importanti ciò che i suoi futuri compagni gli hanno detto.

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