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Il giornalista su Leao: “L’infortunio lo ha condizionato. Ora ha un maestro…”

Quando un giocatore inizia a soffrire di pubalgia, tutti sanno che difficilmente riuscirà a smaltire completamente il fastidio nelle settimane prefissate. Soprattutto quando sei un giocatore come Leao. Il portoghese fa dello sprint la sua arma principale e in tutti questi anni abbiamo potuto ammirare le sue grandissime accelerazioni partendo da fermo. Ebbene, ritornare a giocare in quel modo dopo aver sofferto di pubalgia è più difficile del previsto, serve grande allenamento e anche un po’ di pazienza.

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Il giornalista Andrea Ramazzotti, ha raccontato quello che il diez portoghese dei rossoneri sta vivendo in questi giorni. Si racconta di Leao che negli allenamenti va fortissimo e che sembra più determinato che mai nel voler aiutare la propria squadra a suon di gol. Queste le sue parole su La Gazzetta dello Sport:

Rafa si allena forte per cancellare gli ultimi segni che la pubalgia ha lasciato sul suo fisico. Non pensate che per lui sia stato un problema di poco conto. Lo ha condizionato tantissimo perché lo ha costretto a non forzare durante la settimana, a saltare qualche allenamento mentre gli altri invece sudavano. Ecco perché le gambe ultimamente non sempre sono andate alla stessa velocità del passato e sottoporta ha fallito qualche occasione più del solito. Leao comunque non ha mollato, anzi è più determinato che mai. Prosegue il lavoro da solo, lontano da Milanello, per rafforzare la muscolatura con esercizi specifici. Nel centro tecnico rossonero svolge un programma specifico di prevenzione contro gli infortuni e sul campo cura ogni aspetto, comprese le conclusioni in porta.

Ha un “maestro” speciale. Oltre ai suggerimenti di Allegri, che lo stimola sempre a dare il massimo anche se non ha più l’amata fascia sinistra come riferimento, per lui ci sono pure i consigli di Bernardo Corradi. Collaboratore del tecnico livornese ed ex numero 9 in doppia cifra come reti in Serie A per cinque stagioni. Corradi sa come si fa il centravanti. Se Magnanelli è una fonte di “suggerimenti” per i centrocampisti, l’ex ct dell’Under 20 azzurra si dedica soprattutto alle punte. E quindi alla trasformazione del portoghese da attaccante esterno a numero nove

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