EDITORIALE PRIMA PAGINA

Il Milan e Fonseca ripartono da Morata: un’occasione da cogliere al volo

Chi si aspettava una conferenza stampa scoppiettante, ricca di spunti e idee per il futuro del Milan, sarà sicuramente rimasto deluso. La presentazione di Paulo Fonseca, affiancato dall’ormai inevitabile Zlatan Ibrahimovic, non ha lasciato molto di cui discutere. Una scelta guardinga e difensiva, quella della società. Oppure, più semplicemente, così dovevano andare le cose. Non significa che questo sia necessariamente un male. Anche l’era Pioli era iniziata in sordina, oltre che tra lo scetticismo generale e le proteste dei tifosi che non lo consideravano all’altezza. Solo il tempo potrà dare un giudizio sull’operato del tecnico portoghese.

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A dire la verità, la conferenza ha regalato due momenti cruciali per la costruzione del Diavolo 2024-2025. Zirkzee è ormai il passato e gli acquisti arriveranno, in particolare un attaccante su cui il club sta lavorando. Parafrasando le parole di Ibra, il sunto potrebbe essere questo. L’olandese, ormai ex Bologna, non vestirà il rossonero, questo è assodato. Il motivo lo sapete meglio di me: le commissioni richieste da Kia Joorabchian. Ad accontentare l’agente del calciatore ci penserà il Manchester United, prossima destinazione del numero 9 in semifinale agli Europei, seppur da comparsa.

Allora, chi sarà la prima punta del Milan, il giocatore di cui l’ex campione svedese ha parlato ieri mattina? Alvaro Morata, sapete anche questo. Il capitano delle furie rosse, anche loro ancora in gara in Germania, è il prescelto, l’uomo da cui Pulisic e Leao ripartiranno, sperando di trovarne un punto di riferimento, la figura che non farà rimpiangere Olivier Giroud.

Cero, a molti potrà sembrare una scelta controcorrente rispetto ai diktat societari. Nelle intenzioni, il nuovo numero 9 sarebbe dovuto essere giovane, talentuoso e di prospettiva. Morata rispecchia solo il secondo aggettivo. I quasi 32 anni obbligano a depennare dalla lista la prima e la terza caratteristica richiesta dal club. Poco male. I 13 milioni della clausola rescissoria sono un’occasione da non lasciarsi sfuggire, a prescindere che arrivi o meno un altro attaccante.

L’ex Juve porterà esperienza e qualità. Oltre ai gol, Morata assicura sacrificio e gioco di squadra, facilitando la vita degli esterni e dei centrocampisti offensivi. Il suo gioco può garantire maggiori spazi ai compagni, aiutando ad aumentare il bottino dei gol. La scelta farà discutere, ma uno così, ripercorrendone la carriera, fa sempre comodo.

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