Lunedì ha preso ufficialmente il via la nuova avventura di Ruben Amorim sulla panchina del Milan. A Milanello non sono mancate le sorprese: dalla presenza di Gerry Cardinale, che in questa stagione sarà più vicino alla squadra, fino all’arrivo a sorpresa di Gonçalo Ramos. La giornata è proseguita con il primo allenamento dei giocatori presenti al centro sportivo rossonero, accolti da un clima di grande entusiasmo. L’ambiente rossonero non dimentica le delusioni della stagione precedente, ma vuole ripartire compatto, con il sostegno fondamentale della tifoseria e la determinazione di costruire un nuovo percorso.
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L’impressione di Luca Bianchin
Il giornalista Luca Bianchin ha parlato sulle pagine de La Gazzetta dello Sport di Ruben Amorim, soffermandosi sui suoi metodi di lavoro e sulla sua idea di calcio alla guida del Milan.
“Amorim vuole stare al centro del Milan ed è quasi un bisogno fisico. Durante la prima esercitazione della stagione, lunedì pomeriggio, stava in mezzo al campo, la sua vecchia posizione da calciatore, e istintivamente cercava la palla, la rubava a Gila, quasi andava a saltare sui rinvii del portiere. In un video, lo si vede partecipare a un torello dei giocatori con entusiasmo fuori scala. Un po’ è scherzo, un po’ voglia di partecipare. Vedendolo da vicino, si ha l’impressione di un uomo alla ricerca della gioia di allenare, di quel fuoco dentro di sé che il Manchester United – altro che diavoli – ormai spegne a tanti. E poi, è impossibile non notare come Amorim in alcune situazioni sia l’opposto di Allegri”.
continua…
“In campo, si è vista – ha spiegato Luca Bianchin sul metodo di Amorim – una linea chiara, anche se sarebbe assurdo arrivare a conclusioni dopo due o tre allenamenti. Amorim fa giocare la squadra con il 3-4-2-1, lavora sulla circolazione della palla, usa sempre il pallone, chiede di ricominciare dalla difesa se un esercizio non riesce. Nella prima esercitazione tattica ha alternato due squadre, che entravano e uscivano per dare riposo ai giocatori e ritmo all’allenamento, e presto strutturerà i meccanismi di pressione, altro grande cardine del suo progetto. Se sarà un Milan vincente, lo capiremo. Che sia un Milan diverso, è evidente”
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