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“In Italia tifavo Milan”, così si espone l’allenatore pre Champions League

Dopo due giornate di campionato ravvicinate, le squadre italiane avranno un incontro importante davanti a loro in Champions.

Già stasera si sta giocando la quarta giornata della Champions League, competizione a cui i rossoneri puntano di giocarci nella prossima stagione. Dopo la brutta figura della scorsa annata, con l’uscita agli ottavi di Champions League contro il Feyenoord.

Competizione dove alcune delle rivali per il quarto posto si stancheranno negli incontri importanti per la classifica del mega girone. In aggiunta alle lunghe trasferte, in ambienti tutt’altro che semplici, si deve pensare anche alla differenza reti, che può contare molto. Nella partita di domani i rivali stra cittadini incontreranno una squadra inedita per la Champions League. I kazaki del Kairat, che da poco hanno concluso il loro campionato al primo posto, affronteranno l’Inter di Chivu.

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L’allenatore della formazione kazaka tra le varie domande della sala stampa si è esposto anche sulla sua squadra preferita in Italia:

“Mi piace molto il Milan, l’ho seguito quando ci giocavano Shevchenko, Gattuso, Maldini ed erano una delle migliore squadre al mondo. A essere sincero tifavo più per loro”

Così Rafael Urazbakhtin è intervenuto in merito alla domanda, ma come lui molti altri allenatori sono stati figli adottati dall’ultima epoca importante, dove i rossoneri si sono imposti in Europa.

L’ultima squadra italiana ad alzare la coppa dalle grandi orecchie è proprio la squadra che in questa stagione dovrà lottare per riconquistarla. Dopo averla sbeffeggiata nelle scorse stagioni, con risultati non degni della storia del Milan.

Un ottavo di finale, dove in nessuna delle due partite il Milan ha dato problemi ad una squadra ben preparata, come visto contro il Napoli, dimostrando grande difficoltà nell’affrontare le squadre olandesi.

Giorni che dovranno far capire ai giocatori rossoneri che per guadagnarsi un posto per la prossima Champions League, si dovrà essere costanti, non replicando l’andamento altalenante dell’ottavo posto firmato in portoghese.

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