EDITORIALE PRIMA PAGINA

Non credere nel Milan non è mai stato così straordinario: ecco perché

Prima regola: se di sopra escono gli angeli con i flauti dolci da dentro i cubi di Rubik non dovreste dire che eccoci, ora sono arrivati a prenderci gli extraterrestri con la lupara a canne mozze entrati dai cerchi di fuoco. Ci sono quelle situazioni da film in cui chiedono a Billy dieci volte “cosa è questo, Billy?” e sono tutti in una stanza bianca senza finestre e quello è proprio un triangolo per dieci volte ma Billy-con-la-camicia-di-forza commette sempre lo stesso errore e dice “rettangolo”. Ma siamo arrivati al punto in cui non c’è più trucco per distinguere le parole dalle parolacce e i termini dalle termiti, ed è impossibile capire perché “brevissimo” è un vocabolo così lungo, che disastro.

Il Milan è un bel po’ annegato in un bicchiere d’acqua, un’altra volta. Con tutti questi impegni e quindi con le semifinali di Champions League, si deve ricorrere al turnover per le partite più abbordabili e finisce sempre in tragedia. Le riserve non piacciono a nessuno, in quanto a risultati. E in fin dei conti tutto questo non va proprio bene, ma non è poi così assurdo: i guru profetizzano da un pezzo che il Milan faccia fatica nelle partite più semplici da lato destro della classifica. Sono quelle da non poter sbagliare che il Milan non sbaglia, dicono i guru.

Peccato che la strada recente abbia abbreviato di molto la razionalità, che nell’ultima settimana la logica sia stata sputacchiata come un mucchio di fagioli crudi dal finestrino. E così è diventato arcicomplicato, intanto, capire quali siano le partite più abbordabili. Anche perché in teoria il Milan non sbaglia mai le partite da non poter sbagliare, ma se ti guardi indietro per la strada e poi guardi avanti, allora diventa complicatissimo capire quali siano le partite da non poter sbagliare e quali un po’ meno, in questo rotolo mille strati ultrasottili di obiettivi.

Non si capisce più niente ed è tutto come giocare su un tapis roulant a tiro alla fune contro dieci piccoli Ottomani.

Perché in fin dei conti il Milan è aggrappato ad una Champions League che è un’implorazione, e intanto rischia di non essere qualificato tra le prime quattro di campionato. Si percepisce che vincere la Champions League potrebbe essere un grande inganno, specialmente in un’eventuale finale. E allora questo Milan non potrebbe permettersi di sbagliare nulla contro la Lazio che poi c’è da andare avanti ancora per la strada, che già ora la situazione è tutta fango e sanguisughe aggrappate coi loro denti a sciabola.

Nel percorso c’è una priorità chiara ed è la Coppa e insomma, diciamocelo chiaramente, una semifinale potrebbe anche non capitare per un bel po’, prossimamente. Impossibile non prendersene cura ora che c’è, anche a rischio di schiantarsi sulle corazzate di Guardiola o Ancelotti.

Ma, senza una vittoria contro la Lazio, una qualificazione tra le prime quattro dovrebbe risultare appena come uno dei tanti orizzonti di gloria e poi ciccia, è andata male e il campionato è andato male. E quel che preoccupa per oggi è che, adesso, non si capisce con assoluta certezza se Milan-Lazio sia una di quelle partite da non poter sbagliare nei piani del Milan.

Non si capisce più niente, è tutto come farsi un gran bel bagno a testa in giù guardando il fondo della vasca a caleidoscopio a temperatura ambiente e quindi quanto è incerta Milan-Lazio alle tre di sabato.

Quanto è incerta Milan-Lazio alle tre di sabato?

Pioli

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