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Inchiesta su San Siro: la Procura di Milano indaga

San Siro

Lo stadio Meazza finisce sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. La Procura di Milano ha aperto un’indagine preliminare sulle trattative per la cessione dello stadio di San Siro e delle aree circostanti a Inter e Milan, sollevando nuovi dubbi su uno dei dossier più discussi degli ultimi anni in ambito urbanistico, sportivo e politico.

Secondo quanto riportato da la Repubblica, al momento è stato aperto un fascicolo conoscitivo lo scorso marzo, con l’ipotesi di reato legata alle norme sull’alienazione dei beni culturali. Si tratta di un atto tecnico che consente agli inquirenti di acquisire documentazione utile, ma che potrebbe avere sviluppi molto più ampi e rilevanti.

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Il nodo del vincolo: il secondo anello al centro delle verifiche

Il cuore dell’inchiesta riguarda il vincolo storico sul secondo anello dello stadio di San Siro, un tema che da tempo divide opinione pubblica, tifoseria e istituzioni. Secondo la normativa vigente, il vincolo dovrebbe scattare il 10 novembre 2025, ovvero 70 anni dopo la sua costruzione avvenuta nel novembre del 1955.

Ma le cose potrebbero non essere così semplici. Secondo il comitato cittadino Sì Meazza”, da sempre contrario all’abbattimento dello stadio, il vincolo dovrebbe essere già attivo, perché esisterebbero prove fotografiche che dimostrano l’uso del secondo anello da parte dei tifosi già prima di quella data. Se confermate, queste evidenze potrebbero modificare l’intero iter amministrativo e legale.

Il rischio di abbattere un monumento cittadino

Un altro fronte dell’indagine riguarda la presenza di tutele vincolanti che potrebbero essere state ignorate o sottovalutate. San Siro non è solo uno stadio. È un simbolo di Milano e che potrebbe essere riconosciuta come bene culturale di interesse pubblico.

Le verifiche in corso vogliono stabilire se tutte le norme previste per la valutazione, protezione e alienazione dei beni di valore storico siano state rispettate in pieno oppure se ci siano state forzature in favore del progetto di demolizione e ricostruzione.

Soprintendenza ascoltata dai magistrati, sotto esame anche la valutazione economica

Nella giornata di ieri, i Pubblici Ministeri milanesi hanno ascoltato Emanuela Carpani, soprintendente ai beni culturali, figura chiave nel processo di verifica del vincolo. L’audizione rappresenta un passo importante nell’ambito delle indagini, che non si limitano solo alla questione architettonica e culturale.

Anche la valutazione economica dell’area, pari a 197 milioni di euro, è finita sotto i riflettori. Una cifra giudicata congrua da Bocconi e Politecnico di Milano, consulenti tecnici a cui si era rivolto il Comune, ma che ora è oggetto di un’indagine parallela da parte della Corte dei Conti, interessata a verificare la correttezza delle operazioni patrimoniali e l’eventuale danno erariale.

Trattativa ancora aperta: Comune, Inter e Milan verso un accordo?

Mentre sul fronte giudiziario le indagini proseguono, la trattativa tra il Comune di Milano e i club, Inter e Milan, continua senza sosta. Dopo una riunione fiume di quattro ore nella giornata di ieri, oggi sono previsti nuovi incontri per cercare di trovare un accordo che soddisfi tutte le parti coinvolte.

L’obiettivo resta quello di sbloccare una situazione che da anni tiene con il fiato sospeso tifosi, amministrazione e investitori. Se si dovesse arrivare a una bozza d’intesa, il sindaco Sala potrebbe essere chiamato a portare ufficialmente la questione in consiglio comunale, rendendo trasparente e condivisa ogni decisione futura.

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