Il mercato dell’Inter è una realtà molto complicata al giorno d’oggi. Spunta un importante nodo finanziario che ostacola l’operato della dirigenza nerazzurra. Lo riporta questa mattina, con un approfondimento, “Calcio e Finanza”.

In particolare, sono le fideiussioni che rendono complesso il mercato interista. L’impossibilità di investire, non avendo crediti per operare sul mercato interno, appunto, pongono l’Inter in notevole difficoltà, ora. Per aggirare questo nodo, si potrebbe depositare una fideiussione bancaria a garanzia, in grado infatti di coprire la spesa. Eppure l’Inter non sembrerebbe prendere questa direzione: la causa? I vertici dirigenziali dell’Inter ritengono, da tempo, sconveniente questa pratica.
D’altronde, questi crediti in camera di compensazione possono essere utilizzati per poter operare sul mercato interno, quindi soltanto con operazioni tra club italiani.
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Perciò, operazioni con giocatori in scadenza nel 2024, o in cui le controparti vogliano monetizzare a titolo definitivo, risultano particolarmente complesse. Il mercato interista può allora continuare, con meno difficoltà, a puntare su operazioni in entrata con prestiti finalizzati o meno al riscatto.
Di seguito, l’operazione Frattesi-Inter potrebbe diventare una fotocopia di quella che fu, anni fa, l’accordo con il Cagliari per Nicolò Barella. Allora si chiuse con il club sardo su una base di 12 milioni di prestito oneroso e 25 per l’obbligo di riscatto, poi 11 di bonus facilmente raggiungibili.
La cessione di Mulattieri al Sassuolo, scorporata o meno dalla trattativa per Frattesi, potrebbe diventare fondamentale. Infatti, garantirebbe quei crediti necessari per garantire il prestito con obbligo di riscatto.
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