Quando le cose vanno male, a volte, è meglio annegare nei ricordi. Nella settimana che conduce alle celebrazioni per i 125 anni della storia del Milan, non potrebbe esserci occasione migliore. Il 15 dicembre, prima della sfida contro il Genoa, San Siro sarà animato a festa con alcuni dei più grandi campioni del Diavolo che sfileranno in campo. Shevchenko, Inzaghi, Van Basten, Dida…
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Si potrebbe continuare all’infinito. Uno di loro, simbolo del Milan di Ancelotti e icona della vittoria in Champions League nella finale di Manchester contro la Juventus nel 2003, è proprio Nelson Dida. Spesso diviso tra esaltazione e critiche, il suo rivale brasiliano in quegli anni è stato Julio Cesar.
L’ex portiere nerazzurro ha parlato proprio del dualismo con il gigante rossonero in una lunga intervista rilasciata a Flashscore.
“Tra il 2008 e il 2010 entravo in campo e mi sentivo Superman, con quel mantello rosso. C’erano partite in cui entravo e dicevo: “Oggi non segneranno”. E bisogna stare attenti quando si è così sicuri di sé, perché l’eccesso di fiducia è insidioso. Era un momento in cui non vedevo nessuno davanti a me. Con tutto il rispetto, con tutta la modestia, non vedevo superiori né Buffon, né Casillas, né nessun altro. Nemmeno il mio amico Dida, per il quale ho un enorme rispetto, un grande portiere e dal quale ho imparato molto“.
Due portieri che hanno scritto pagine fondamentali per il calcio italiano, entrambi brasiliani, entrambi protagonisti nelle cavalcate europee di Milan e Inter, tra il 2003 e il 2010.
