L’ex terzino del Milan Giuseppe
Pancaro è intervenuto ai microfoni del podcast My Turnover su YouTube. Diversi i temi affrontati, tra cui la sua avventura in rossonero. Di seguito le sue parole:
SU BERLUSCONI:
“Con lui mi sono trovato benissimo. Faccio una premessa: io avrei voluto finire la mia carriera alla Lazio, non sarei mai andato via dalla Lazio. Quindi non sarei neanche andato al Milan. Poi per una serie di circostanze sono dovuto andare via e oggi dico per fortuna che ho avuto la possibilità di conoscere quel mondo Milan. Una società gioiello. Funzionava tutto perfettamente. Ho trovato un gruppo di giocatori straordinari con cui ho legato subito e ho trovato un allenatore straordinario come Ancelotti con il quale ho creato un bellissimo rapporto. Nel non voler andare via dalla Lazio, sono stato fortunato nell’andare al Milan e vivere quel Milan lì per due anni”.
SULLA FINALE A ISTANBUL:
“Diciamo che 3-0 a fine primo tempo in una partita stra dominata. Tutti quanti infatti pensavamo che fosse una partita vinta. È stato detto che a fine primo tempo nello spogliatoio avevamo festeggiato ma non era assolutamente vero. Eravamo una squadra troppo esperta per cadere in un tranello del genere. È l’imponderabile del calcio. Io una spiegazione ho provato a darmela, una partita in completo controllo, entri in campo nel secondo tempo e per una circostanza fortuita prendiamo un gol e allora da che avevi la partita in pieno controllo è subentra, secondo il mio punto di vista, un po’ di paura di non vincerla. Secondo me ci siamo un po’ spaventati. Nonostante questo sul tre pari c’è stata un’occasione grandissima al novantesimo, con il portiere che fa una parata clamorosa su Sheva ad un metro dalla porta. A volte poi nel calcio succede anche l’imponderabile. Doveva andare così”.
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SULLA SFIDA CONTRO IL DEPORTIVO:
“L’abbiamo vissuta malissimo tutti. All’andata la partita finì 4-1 ma poteva tranquillamente finire 5 o 6 a 1. I giocatori del Deportivo a fine partita vengono da noi e ci fanno i complimenti: “Siete troppo più forti per noi”. Poi purtroppo il calcio ti punisce perché nella partita di ritorno non ci abbiamo capito praticamente niente. Loro sono stati più forti di noi in tutto. Andavano il doppio di noi, hanno vinto meritatamente ed è stato un peccato, perché quella squadra poteva assolutamente arrivare fino alla fine in Champions League. Complimenti sinceri dei giocatori del Deportivo? Secondo me sì, era stata una partita veramente a senso unico. Il risultato di 4-1 era stato stretto.
A cosa era dovuto il black out del ritorno? Una giornata no nostra e una giornata super loro. Erano una squadra completamente diversa da quella dell’andata. Un po’, ma relativamente, lo stadio loro caldo, i tifosi”.
SULLE DIFFERENZE TRA I DERBY DI ROMA E I DERBY DI MILANO:
“Sono completamente differenti. I derby di Roma ti tolgono il sonno e l’aria. Inizi a parlare 15 giorni prima. Se va male è un dramma per la settimana successiva, poi piano piano la smaltisci. Se va bene vai avanti. Mentre il derby di Milano è sentito ma è limitato al giorno della partita. Molto sentito, stadio pieno, pubblico straordinario. Però poi finisce tutto lì”.
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