Dopo aver colpito tutti con un ottimo debutto in amichevole contro il Leeds, test in cui ha già mostrato il suo interessante mix di qualità tecniche e fisiche, Ardon Jashari si prepara ad entrare nel vivo della sua nuova esperienza in rossonero. Segui live sul nostro sito la conferenza di presentazione del centrocampista svizzero, che parlerà ai giornalisti presenti alle ore 11:30.
Sul suo arrivo: “Le mie sensazioni sul Milan sono incredibili. E’ un sogno che si realizza, non solo per me ma anche per la mia famiglia. Sono qui da poco, ma ha ricevuto un’ottima accoglienza da tutti. Mi sto ambientando bene. E’ un onore essere qui”.
Sulla trattativa: “Tutti sanno che è stata una trattativa lunga, ma fin dai primi contatti con il Milan era chiaro che volessi venire qui. Sapevo che non sarebbe stato facile perchè ero importante per il Club Brugge e non mi avrebbero fatto andare via facilmente. Serviva pazienza. Tare mi ha sempre detto che avrebbe fatto di tutto per portarmi qui. Anche se sono arrivati altri club, io volevo solo il Milan. Ora siamo tutti contenti”.
Su Allegri: “Sono qui da una settimana, ma non posso che spendere parole positive su Allegri e il suo staff. Fin da subito ho capito che è un allenatore che è vicino alla squadra. C’è una grande armonia nello spogliatoio. Poi tutti andiamo in campo per vincere”.
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Sul paragone con De Ketelaere: “L’unico punto in comune con De Ketelaere è che venivamo dallo stesso club, ma siamo due giocatori diversi. Sento un po’ la pressione, ma chi indossa questa maglia sa che pressione c’è, quindi è tutto normale. Io lavorerò duro per rendere orgogliosi i tifosi e ripagare la fiducia del club. Lavorerò duro per diventare un giocatore importante”.
Sui suoi idoli: “Il mio preferito era Andrea Pirlo. Ho anche una storia simile alla sua, anche se su livelli diversi. Abbiamo entrambi iniziato da numeri 10 e poi siamo stati arretrati gradualmente. In questo rivedo qualche analogia con lui. Pirlo era incredibile, era uno stratega in campo, un grande leader. È stato una fonte di ispirazione per me. Anche se io cercherò di mettere in campo il mio stile di gioco.”
“Ringrazio il mister per le parole che ha detto su di me. Per due mesi non ho giocato in partite ufficiali, quindi ho un po’ faticato a prendere il ritmo. Ho provato a scendere in campo ed imbastire le mie trame. Quando scendi in campo si tratta solo di performare al meglio. Voglio dare il massimo per la squadra e i compagni. Sicuramente ho margini di miglioramento e voglio crescere”.
Sugli obiettivi: “Il nostro obiettivo è vincere titoli. È quello che merita una squadra come il Milan”.
Su Modric: “In questo club ci sono stati giocatori fantastici e sono orgoglioso di indossare la loro stessa maglia. Modric ha tanta esperienza, questo mi può aiutare tanto ogni giorno. Cercherò di divertirmi e godermi di giocare con lui e poi cercherà di crescere con lui”.
Su San Siro: “Quando ero piccolo sono venuto a vedere Milan-Barcellona. Ho sempre sognato diventare un calciatore. Sono cresciuto con il Milan e con il Barca. Questi erano i due club di cui si parlava sempre. Ora l’unica cosa che voglio è portare il club in alto dove merita”.
Sul Brugge: “E’ stata una grande stagione con il Club Brugge, volevo concluderla al meglio senza pensare ai rumors. Appena finita il mio agente mi ha detto che il Milan poteva essere un’opzione. Poi mentre ero in vacanza mi ha detto dell’interesse del Milan, poi ho parlato con Tare del progetto. Ora il mio sogno è diventato realtà”.
Sulla collocazione tattica: “Sarà l’allenatore a decidere dove mettermi. Nel calcio moderno ci sono tante rotazioni durante la partita. In tutti i ruoli ci si deve adattare tatticamente. Da parte mia non importa, posso giocare da trequartista o da regista basso. Sceglierà il mister”.

Sul confronto con Xhaka: “Penso che Xhaka abbia avuto una gran carriera e sia ancora un gran calciatore. Siamo cresciuti con lo stesso fuoco che abbiamo dentro. DA parte mia voglio dare il mio contributo alla squadra. Dobbiamo sentire questo fuoco dentro e metterlo in campo. Il calcio è anche questo, spesso vince semplicemente chi ci crede di più”.
Sulle voci sull’Inter: “Io ho sempre voluto venire al Milan. Appena ho saputo che c’era interesse da parte del Milan avevo scelto di venire qua. Se anche ci fossero state altre squadre italiane, il mio obiettivo era solo venire qua. So cosa significa il derby, sono partite fondamentali e daremo il massimo per batterli”.
Sul calcio italiano: “È molto più fisico rispetto al Belgio, anche se là sta crescendo molto. Qua tutta la stagione è molto impegnativa. Giocare in Serie A con la maglia del Milan è tutto quello che volevo per la mia carriera. Non vedo l’ora”.
Sui suoi compagni: “Mi ha impressionato molto l’armonia che c’è nello spogliatoio tra staff e gruppo. Ho visto tanta voglia di stare insieme. Se devo dire un singolo, devo dire che Modric con ogni piccolo gesto ti aiuta. È speciale allenarsi con lui”.
Sull’impatto di Ibra nella trattativa: “Ho parlato prima con Tare e poi anche con Zlatan. Mi ha presentato un po’ il club in generale. Tare mi ha sempre dato grande fiducia sul fatto che mi avrebbe portato a Milano a tutti i costi. Quando vedi gesti del genere ti danno poi qualcosa in più per fare di tutto per concretizzare la trattativa. Sono molto orgoglioso per tutti coloro che hanno posto fiducia in me”.
Sulle sue caratteristiche tecniche ecco le parole di Jashari: “Aiuterò la squadra in entrambe le fasi. In costruzione con assist e in fase difensiva con la mia aggressività. Non concedere gol è la prima cosa che dobbiamo fare, perché davanti siamo forti e abbiamo qualità importanti”.
Sulle sue ambizioni personali e collettive: “Io voglio avere successo con il club. Voglio stare bene fisicamente e portare trofei al Milan. Sono sicuro che sarà un’ottima stagione, ma dovremo lavorare duro per riuscirci”.
Sui suoi gol: “Ogni calciatore vuole segnare tanto e produrre assist. L’importante per me è dare un impatto al match, trasmettere fiducia ai compagni. Se poi dovessero arrivare i gol sarà ancora più bello”.
Sulla Svizzera: “Siamo una nazionale in crescita. Stiamo dimostrando di poter vincere anche contro squadre sulla carta più blasonate”.
