Probabilmente Ardon Jashari si aspettava un avvio di stagione parecchio diverso. Prima l’infortunio in allenamento al perone e poi una lenta risalita delle gerarchie all’interno del centrocampo rossonero hanno fatto si che per i primi sei mesi lo svizzero sia stato quasi più un punto di domanda all’interno di Milanello. Ma adesso tutto questo è alle spalle. L’ex Brugge sta trovando continuità fisica e di impiego, mostrando a tutti perché il Milan avesse deciso di puntare su di lui con così tanta convinzione. Jashari ha parlato ai microfoni di Sportmediaset, raccontando quelli che sono stati i primi mesi in rossonero e trattando diversi temi, dall’obiettivo stagionale al rapporto con Allegri. Spazio anche ai suoi ricordi del calcio italiano. Ecco le sue parole.
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Sulle sue condizioni: “Sì, ora mi sento al 100% e sto lavorando per giocare di più per aiutare la squadra a vincere le partite”.
Sul Milan e su cosa significhi per lui: “Il Milan significa molto per me. Quando mi hanno detto che potevo venire a Milano è stato un sogno che si è avverato, dopo una lunga trattativa sono potuto arrivare in questo club magico. È una sensazione fantastica giocare per questo club, ogni giorno e ogni partita. Provo a godermi questa sensazione, per dare tutto sul campo e spero di rendere ogni tifoso felice, ma anche orgoglioso, di me”.
Sugli obiettivi stagionali: “Certo, raggiungere la Champions League è l’obiettivo principale di questa stagione. Quando giochi quella competizione significa vivere notti magiche. È qualcosa che dobbiamo raggiungere tutti insieme”.
Su Massimiliano Allegri invece dice: “Il mister è molto importante per ogni calciatore. Per la sua esperienza, per quello che ha fatto in passato, per i trofei che ha vinto puoi solo ascoltarlo perché sa esattamente cosa sia il calcio italiano e cosa serva per vincere. È un grande allenatore, vediamo tutti i giorni la passione che ci mette”.
Infine un retroscena sul calcio italiano: “”È vero, in passato ho guardato molto il calcio italiano. In particolare Andrea Pirlo e Roberto Baggio ma ricordo di più Pirlo e il suo stile di gioco”.
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