Come si sostituisce un centrocampista da 15 gol stagionali, ceduto al Manchester City per oltre 60 milioni di euro? È l’arduo compito al quale devono rispondere i dirigenti del Milan, tenuti a riempire il vuoto tecnico lasciato da Reijnders dopo il suo addio. L’occhio di Tare e dei suoi collaboratori è ricaduto su Ardon Jashari, per il quale il Diavolo è pronto a compiere uno sforzo importante dal punto di vista economico. Molti lo considerano il sostituto ideale dell’ex 14 rossonero. Ma davvero può esserlo? Conosciamolo meglio.
La trattativa
Stando a quanto raccontato da Fabrizio Romano negli scorsi giorni, il Milan ha ulteriormente alzato la sua offerta nei confronti del Club Brugge per il giocatore, che quest’anno è stato nominato MVP della Jupiler Pro League. La dirigenza rossonera si è presentata alle porte della società belga con una valigetta da 38 milioni di euro. Una cifra molto vicina alla richiesta iniziale di 40 milioni. Adesso la palla passa al Brugge, mentre Jashari ha già comunicato la sua volontà alla società, aprendo al trasferimento in rossonero. 
Chi è Jashari? L’amicizia con Xhaka e la polemica ai mondiali del Qatar
Non è un cognome banale, il suo
. Ardon nasce il 30 luglio del 2002 in Svizzera, paese che ha accolto i suoi genitori originari della regione del Polog. Situato nella parte settentrionale della Macedonia del Nord, il Polog è abitato al 73% da cittadini di etnia albanese (via Ufficio Statistico di Stato, Regioni della Repubblica di Macedonia, 2013). Terre irredenti queste per la comunità albanese, le cui controversie legate alle dispute territoriali recentemente si sono affacciate anche nel mondo del calcio. Ricorderete le polemiche sollevate dalle esultanze di Shaqiri e Xhaka contro la Serbia ai campionati del mondo del 2018. Qualcosa di simile è accaduto anche con Jashari.
Sì, perchè il centrocampista del Brugge condivide il suo cognome con Adem Jashari, lo storico generale albanese le cui gesta furono determinanti per la liberazione del Kosovo durante la guerra dei Balcani. Un eroe per il popolo kosovaro, un terrorista per i serbi. Ed è qui che la storia si mescola con il calcio. A seguito della vittoria ottenuta dalla nazionale elvetica sulla Serbia, nel match valevole per la fase a gironi di Qatar 2022, sul web si diffonde una foto di Xhaka che esulta orgogliosamente con addosso la maglia numero 26 del suo compagno di squadra. L’immagine, lato serbo, viene colta come un’ulteriore provocazione da parte dell’ex Arsenal, dopo l’esultanza a Russia 2018. L’allora 20enne Jashari risponde: “Non aveva nulla a che fare con la politica“.

“Quando a settembre sono stato convocato per la prima volta dalla Svizzera, Granit mi disse che se fossimo arrivati ai Mondiali avrebbe indossato la mia maglia” sostiene Ardon, che di lì a poco al Lucerna, nonostante la giovane età, avrebbe indossato la fascia da capitano. Nel biennio successivo la sua crescita è esponenziale, sia dal punto di vista tecnico che della personalità. Il 2024 è invece l’anno del passaggio al Club Brugge.
Può essere il nuovo Reijnders? Le caratteristiche tecniche
È la domanda che si pongono in questi giorni molti tifosi rossoneri, oltre che gli appassionati di calcio internazionale. In caso di approdo al Milan, lo svizzero potrebbe seguire le orme di Reijnders? L’ipotesi nell’immaginario collettivo forse viene alimentata anche dal campionato di provenienza del talentuoso centrocampista. La Jupiler Pro League, così come l’Eredivisie, è nota per la sua produzione quasi sistematica di giocatori che fanno la fortuna dei più grandi club europei. Per avanzare un confronto tra i due centrocampisti, però, dobbiamo scendere in campo ed analizzare le loro caratteristiche tecniche.
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Il primo Jashari, quello che compie il suo esordio nel calcio professionistico con il Lucerna, ha molte cose in comune con quel Reijnders visto all’AZ Alkmaar. Anzi, dal punto di vista numerico, il rendimento è identico. 89 presenze e 7 gol in campionato per l’olandese dal 2020 al 2023, stessi numeri per Jashari in Svizzera dal 2020 al 2024. Se al tifoso milanista venisse chiesto di descrivere in poche parole il suo ex numero 14 dal punto di vista tecnico, la risposta sarebbe di per certo condizionata dall’ultima stagione.
Fonseca ha sin da subito avuto l’intuizione che in Serie A l’olandese avrebbe potuto migliorare il suo score giocando qualche metro più avanti. Lo scorso luglio nasce il Reijnders trequartista che abbiamo imparato a conoscere nell’ultimo anno. Ma prima di allora, Tijjani aveva molto punti in comune con questo Jashari. 52 presenze, 4 gol e 6 assist in tutte le competizioni per Ardon quest’anno al Brugge, giocando da mediano nei due a centrocampo alle spalle del trequartista. Il più classico dei numeri 6, la stessa maglia che indossava Reijnders all’AZ seppur in una posizione leggermente diversa. Più da mezz’ala, ma giocando comunque con tanto campo in avanti per imbucare. L’imbucata: è questa una delle migliori caratteristiche di Jashari, che oltre alla sua ottima tecnica di base si distingue per essere un giocatore molto intelligente tatticamente.
Come illustra la heat map (via sofascore.com) lo svizzero è bravo a coprire tutto il centrocampo. Caratteristica che lo ha reso dominante ed assoluto protagonista nei match di Champions League di questa stagione. Ad esempio quello contro l’Atalanta, dove ha ottenuto il premio di MVP assegnatogli dalla Uefa. Più strutturato fisicamente rispetto a Reijnders, Jashari non si risparmia al duello fisico. La qualità palla al piede, il controllo nello stretto, forse non rispettano gli standard dell’olandese. Più che correrci insieme, lo svizzero la palla preferisce farla correre. Ma quindi, qual è la risposta alla domanda iniziale? Se consideriamo l’ultimo Reijnders, ad oggi Jashari non può svolgere le stesse mansioni, soprattutto in termini realizzativi. Il Milan troverebbe un centrocampista completo, con grande tecnica e visione ma abile anche in fase di copertura. L’età e gli ampi margini di miglioramento poi permetterebbero al suo nuovo allenatore di migliorarlo e chissà, magari farlo giocare un po’ più vicino alla porta.
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