Il Milan non vince contro la Lazio e va a -8 dall’Inter capolista. Se il successo nel derby aveva riacceso le possibilità di un duello fino alla fine per lo Scudetto, la realtà vista nell’ultimo turno di Serie A è ben diversa. Non solo aumenta nuovamente il distacco tra Milan ed Inter, ma diminuisce il vantaggio del Diavolo sulle inseguitrici. Con i successi di Como, Napoli e Juventus nell’ultima giornata, il Milan deve iniziare a guardarsi attentamente dietro. Attualmente il Milan è ancora secondo a +1 sul Napoli: tra due giornate di Serie A ci sarà proprio Napoli-Milan, una gara che saprà dire molto sul futuro prossimo del campionato.
In questa settimana di calcio europeo, tra le italiane è rimasta la sola Atalanta in Champions League. La Dea sta giocando proprio in questo momento all’Allianz Arena di Monaco di Baviera, tentando di recuperare un pesante 1-6 subito dal Bayern. in contemporanea con l’Atalanta sta giocando il suo ottavo di ritorno anche il Liverpool contro il Galatasaray. Tra le fila del Liverpool, grande protagonista di questa stagione e non solo è sicuramente Dominik Szoboszlai. Il centrocampista ungherese si sta prendendo la squadra sulle spalle in una stagione non tra le più esaltanti, confermandosi sempre più lòeader tecnico e psicologico del club inglese.
Un grande ex rossonero, ovvero Zvonimir Boban, proprio questa sera in diretta su Sky Sport ha parlato di quando Szoboszlai fosse vicino al Milan nel periodo in cui lui stesso fu CFO del Milan (2019-2021).

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Queste le parole di Boban su Szoboszlai:
“Nasce come 10, al Salisburgo e nell’Ungheria giocava sempre dietro la punta. Era un ruolo problematico però, ora si è trasformato in un 8 puro che era l’unica logica per farlo diventare un campione. Talento estremo, vede il gioco e tocca il pallone come pochi al mondo. Se mi piace particolarmente? Ovvio che mi piace. L’avevamo già chiuso, poi non si fece… Un bellissimo giocatore, sono felice che abbia vinto la guerra con se stesso diventando un giocatore vero. Non aveva velocità e uno contro uno per fare il dieci, non poteva proprio…”
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