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Lazio furiosa con Di Bello, ma il precedente condanna Sarri ed i suoi uomini: l’episodio

Sarri

Quella di ieri sera tra Lazio e Milan è stata una moviola tutt’altro che smilza. L’episodio più discusso tra tutti è sicuramente l’espulsione rimediata da Luca Pellegrini. Il difensore della Lazio ha abbandonato il campo al minuto 57 dopo aver ricevuto il cartellino rosso dal direttore di gara Marco Di Bello. Il terzino biancoceleste si trovava in possesso della palla nello stesso momento in cui il compagno di squadra era a terra. Nonostante ciò il 24enne non ha mandato subito la palla in rimessa laterale, al contrario, ha deciso di temporeggiare.

L’attaccante del Milan, Christian Pulisic, in assenza di fischio da parte dell’arbitro, ha proseguito come da regolamento il gioco. Dopo aver perso il pallone Pellegrini strattona il capitano della nazionale americana , innalzando successivamente feroci proteste. “Ha vinto l’antisportività“, queste sono le parole dette dal difensore della Lazio sul suo profilo Instagram.

Il capitano del Milan, Davide Calabria, nel post partita è intervenuto ai microfoni di Dazn, difendendo il collega e amico: ” Non si era accorto dell’uomo a terra, lui pensava che Pellegrini stesse proteggendo palla e ha provato l’anticipo. C’è stato un fraintendimento. Pulisic è uno dei ragazzi più buoni che abbia mai conosciuto, non era sua intenzione fare questa cosa“.

Tra le molteplici proteste e parole di disdegno, è stato omesso però un particolare. La squadra di Maurizio Sarri è stata protagonista, due anni fa, di un episodio molto simile a quello avvenuto nella giornata di ieri.

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Pulisic – Photocredit ACMILAN

Durante Lazio-Inter del 2021, gara finita 3-1 per i padroni di casa, è andato in scena un episodio comparabile. Sul risultato di 1-1, Dimarco, a seguito di uno scontro con Lucas Leiva, resta a terra. Lautaro Martinez, in possesso del pallone e trovandosi di spalle non vedendo di conseguenza il compagno disteso sul terreno di gioco, prosegue l’azione. I biancocelesti recuperano palla, vedono il giocatore dell’Inter a terra e decidono di andare avanti comunque, arrivando in porta e segnando il 2-1.

In quell’occasione però il pensiero dei giocatori della Lazio e di Maurizio Sarri era ben diverso: “ Quando Dimarco resta in terra, la palla ce l’ha l’Inter. Se qualcuno doveva mettere fuori la palla erano loro. C’è poco da dibattere. C’è un regolamento preciso e noi abbiamo continuato a giocare. Queste scene si vedono solo in Italia, in Inghilterra si prosegue“.

Il bue che dice cornuto all’asino“, è questo il famoso detto con il quale si può riassumere l’intera vicenda. Tutta questa indignazione e scagliamento contro l’esterno rossonero da parte del popolo laziale risulta perciò ingiustificato.

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