Billy Costacurta, in una chiacchierata con Luca Serafini a Milancommunity.com, ha parlato del suo trascorso e del suo modo di essere che ha avuto in campo e che oggi ha fuori. Una visione generale di come ragiona un campione come lui.
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Queste le parole di Billy Costacurta
Luca Serafini: “Una nota pagina di Instagram “Ne parlamo al club” di natura sarcastica ha affermato che tu avresti rilasciato delle dichiarazioni in cui dici di essere interista, che tuo papà di portava allo stadio a vedere le loro partite e questo ha creato qualche problema…”
Billy: “E aggiungo che ‘quando arrivai nel 1980 al Milan fu un incubo indossare la maglia del Milan’ e già lì si dovrebbe capire che fosse una grande caz*ata. C’è da dire che io non sono un passionale, tant’è che quando andai a vedere il Varese (allo stadio ndr) io forse ero l’unico senza bandiera. Però mi affeziono appena entro in un gruppo, come nel caso del Milan, visto che ci sono rimasto per 27 anni, oltre ad una breve esperienza a Monza dove mi sono trovato bene e cui sono rimasto affezionato, ma oltre a non essere un passionale, io sono un professionista.
Quando mi hanno chiamato a Sky, io dico che sono più un analista. Questo porta al fatto che io debba essere critico anche con mio figlio, con mia moglie, anche se è perfetta e questo porta anche che magari critico al Milan. Alcuni usano dei nomignoli secondo cui io sono tifoso dell’Inter, della Juve, ma io non sono tifoso. Sono solo affezionato a delle squadre, secondo una logica di professionalità abbastanza marcata.
Io sono un analista che critica anche senza freni perché credo di potermi permette in modo garbato di critacare chi voglio bene e i gruppi di persone che voglio bene.
Sulla Nazionale
C’è un livello di intensità che non si può abbassare e questo lo penso anche per quanto riguarda il Milan. La Nazionale ha ricevuto tanti elogi, anche se ieri hanno sottovalutato l’impatto fisico dei francesi. Loro devono pensare di dare sempre il 100%. Questo ieri non è avvenuto dopo le buone prestazioni precedenti. Questo lo ribadisco anche per il Milan.
Parlando di Leao, quando è lucido è un giocatore a cui puoi permettere qualcosa. Ogni tanto lui è criticabile, ma credo che lui debba migliorare la capacità di stare sul pezzo: questo è il grande step per arrivare in un’èlite.”
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