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Un po’ Mbappé e un po’ Niang: ma qual è il vero Leao?

Nel bene e nel male si parla sempre di lui, è il grande fardello dei calciatori che possono fare la differenza per davvero. È bastata una prestazione negativa con la Roma per dimenticarsi del fatto che Leao avesse realizzato sei gol e sei assist nelle 12 partite precedenti. Praticamente negli ultimi due mesi con il portoghese in campo era come partire con un gol di vantaggio. Eppure non basta neanche questo: se ti chiami Rafael Leao e giochi male una partita, i fischi saranno là in agguato, pronti ad attenderti.

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Il rapporto che si sta iniziando a creare tra il pubblico e il portoghese è particolare. Mi riporta indietro ai tempi del Milan di Ancelotti e all’altalenante legame che c’era tra San Siro e Clarence Seedorf. L’olandese, riconosciuto da tutti come uno dei centrocampisti più forti del nuovo millennio, veniva spesso fischiato a causa del suo atteggiamento un po’ indolente, specialmente nei match contro le provinciali.

Tuttavia tra i due numeri dieci rossoneri ci sono evidenti differenze in quanto a personalità. Seedorf spesso si accendeva proprio quando sentiva i fischi, quasi come se dovesse essere un po’ pungolato per dare il meglio di sé. Leao al momento sembra più fragile caratterialmente rispetto a Clarence. Chi lo conosce per davvero lo ha sempre descritto come un ragazzo estremamente sensibile e che non rimane indifferente a ciò che si dice su di lui al di fuori del campo. Certo, non bisogna dimenticare che Leao deve ancora compiere 25 anni e può ancora crescere tanto, tecnicamente e mentalmente. Lui è il primo ad esserne consapevole.

LEAO
Rafael Leao

Torniamo quindi alla domanda del titolo: qual è il vero Leao? È più vicino al livello di Mbappé o di Niang, a cui spesso veniva paragonato durante i suoi primi anni in rossonero? La verità è che Leao…è semplicemente Leao. Parliamo di un esterno d’attacco che, dati alla mano, nelle ultime tre stagioni ha dimostrato di essere tra i migliori interpreti del suo ruolo. Se poi lo si vuole paragonare a colui che, ad oggi, è forse il calciatore più forte del mondo, allora è probabile che uscirà sempre sconfitto da questo confronto. Però vi chiedo: quanti sono i calciatori capaci di fare la differenza in tutti i big match? La lista è davvero così lunga? E poi non dimentichiamoci che lo scorso 7 novembre a San Siro, quando si sono affrontati Milan e PSG in Champions League, il migliore in campo è stato il nostro numero dieci, non Mbappé.

Definire Leao “un incompiuto” o “un giocatore come gli altri” è semplicemente un’eresia, perché in carriera ha già raggiunto traguardi importanti. In quanti possono dire di essere stato il miglior giocatore della Serie A? E di aver trascinato la propria squadra fino alla semifinale di Champions? Il fatto stesso che un allenatore intelligente come De Rossi abbia scelto di snaturare l’impostazione tattica della sua Roma per provare a limitare il portoghese fa capire quanto Rafa sia una costante minaccia per tutti. In Italia è l’unico che costringe le squadre avversarie a cambiare assetto pur di limitarlo, perché lasciarlo all’uno contro uno è ormai impensabile.

Piccola parentesi su De Rossi: è evidente come abbia preso ispirazione dai derby per mettere in difficoltà il Milan. Moltissime azioni dei giallorossi sono nate da passaggi verticali dalla difesa direttamente verso Lukaku. Attorno al belga, Dybala e gli esterni attaccavano lo spazio. Sembrava di rivedere le azioni a memoria dell’Inter, con Bastoni che lancia verso Lautaro e con tutti gli inserimenti delle mezzali o degli esterni di turno. Anche l’idea di rinunciare al pressing alto in modo da offrire meno spazio all’attacco rossonero (e in particolare a Leao) è una soluzione che Inzaghi adotta spesso contro Pioli. Complimenti al tecnico della Roma. Al primo tentativo è riuscito là dove Mourinho aveva sempre fallito: sconfiggere il Milan.

Giovedì prossimo dunque assisteremo ad un nuovo capitolo della saga. La speranza è di vedere un Milan diverso nello spirito e nella cattiveria agonistica. E ripeto, un Milan diverso. Perché fino a prova contraria oltre a Rafa ci sono anche altri dieci calciatori che scenderanno in campo con la maglia rossonera.

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