Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex portiere e leggenda del Milan ha rilasciato importanti dichiarazioni sul suo passato in rossonero. La mentalità di Sebastiano Rossi è stata una delle caratteristiche del suo successo personale e con il Milan è riuscito a togliersi non pochi sfizi, tra cui anche una Champions League. Il fattore psicologico è sempre stato il suo punto forte e questo riusciva a trasmetterlo anche a tutta la squadra.
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Qui l’intervista de La Gazzetta dello Sport:
Sul suo carattere e l’episodio con Bucchi: “Caratterialmente sono molto freddo, anche se c’è chi sostiene il contrario. Ancora dicono che litigavo con tutti. Non è vero. L’episodio con Bucchi? È successo una volta. Con il Milan ho fatto 330 presenze ufficiali, può succedere, questione di adrenalina. Mi sono incazzato perché dopo il gol su rigore di Nakata, Bucchi è venuto a prendersi il pallone dentro la mia porta. La mia. Non si fa così. Gli ho dato un colpetto, ho pagato, mi sono beccato cinque giornate, io non ho mai voluto perdere.”
La guerra con i portieri nel ’99: “Ma quale guerra, c’era un po’ di alternanza. C’è sempre stata. Allora, chiariamo: io non ho fatto la guerra a nessuno. C’erano competizione e rivalità, questo sì. Giocavamo sempre per vincere, io per non prendere gol, anche nelle partitelle di allenamento. Non c’era seduta che uno di noi non uscisse con una ammaccatura o un taglio: funzionava così ed era bellissimo. Mi sono sempre impegnato e divertito, anche quando andavo in panchina. Ero al Milan, con giocatori e allenatori straordinari”
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