Santi Gimenez
è il portagonista assoluto in queste ore del calciomercato rossonero. Il Milan, dopo aver chiuso l’affare con il Manchester City ed ufficializzato l’acquisto di Kyle Walker, vuole regalare a Sergio Conceicao un colpo in attacco. Il centravanti messicano è da tempo nell’orbita del Diavolo, ma è realmente il profilo ideale per il reparto offensivo del club meneghino? A tal proposito si è espresso un grande ex attaccante del Milan.
Trattativa in corso
La dirigenza rossonera sembra aver trovato l’accordo con il classe 2001, adesso resta da convincere il Feyenoord. Il club di Rotterdam, come raccontato ieri sera dall’esperto di mercato Matteo Moretto su X, ha rifiutato una prima offerta di quasi 30 milioni. Per Gimenez ne servono circa 38/40. Atteso un altro tentativo del club di Via Aldo rossi in questi giorni.
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Se qualcuno avesse dei dubbi sulla sua adattabilità nel nostro campionato o in una grande società come il Milan, dovrebbe ascoltare le parole di Hernan Crespo, uno che di gol se ne intende. L’ex attaccante di Parma, Inter, e Milan ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ha parlato così di Gimenez:
“È un attaccante molto interessante, lo seguo da tempo. È un centravanti che vede la porta, già pronto per il grande salto. Insomma, io lo vedrei bene nella nostra Serie A, e nel Milan in particolare“.
“Stiamo parlando di un centravanti che dentro l’area di rigore sa farsi rispettare. È bravissimo a dettare i tempi del passaggio in profondità e, soprattutto, mi ha sempre impressionato per la facilità di smarcamento. Di testa è bravo: sgomita, battaglia e, spesso, la prende lui. Di sinistro è preciso nel tiro ravvicinato e anche nelle conclusioni dalla distanza. Deve migliorare con il destro, ma questo è un dettaglio”.
“Nella rosa rossonera, non c’è una punta con quelle caratteristiche: Morata è diverso, ama dialogare e legare il gioco. Abraham è un finalizzatore. Gimenez, invece, unisce le due qualità: partecipa alla manovra, apre spazi e fa gol. Inoltre, cosa tutt’altro che secondaria, ha già una discreta esperienza internazionale. Per i rischi dico che essendo del 2001 la giovane età può essere un problema se avesse difficoltà di ambientamento. La Serie A, per uno che viene dall’estero, è tosta”.
