Nella storia del Milan svariati campioni di caratura internazionale hanno vestito la maglia rossonera. Uno di questi è stato Rui Costa, il centrocampista portoghese è considerato uno dei migliori giocatori lusitani della storia. Vestì la maglia del Milan da 2001 al 2006, totalizzando 192 presenze. Si trasferì alla corte di Berlusconi dalla Fiorentina, squadra in cui ha giocato per ben 7 anni e a cui era legato in maniera particolare. Il suo addio non fu quindi facile. Ne ha parlato il suo ex procuratore Carlo Pallavicino a Cronache di Spogliatoio. Di seguito le sue dichiarazioni:
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“Rui Costa è un ragazzo. Io lo chiamo ancora ragazzo perché l’ho conosciuto che aveva 21 anni. Aveva una grande autostima e una grande considerazione di tutto quello che faceva, viveva anche molto per il culto di se stesso. A Firenze si è affermato in tutto e per tutto, soprattutto dopo l’addio di Batistuta. Era diventato referente della città, sceglieva il colore della maglietta, i ritiri, faceva un po’ tutto lui. Fu un anno strepitoso quello con Terim che poi finì con la vittoria della Coppa Italia. A quel punto però la Fiorentina stava per fallire e lui si trovò nella situazione in cui doveva andare via in tutti i modi anche se non avrebbe voluto farlo. Fu organizzato addirittura un raduno allo stadio, i tifosi si radunarono solo per dirgli di non andar via e lui non voleva andare via, ma non c’era verso, la Fiorentina sarebbe fallita se non andavano via lui e Toldo. Lui accettò suo malgrado di andarsene e lì inizia la seconda fase che è la trattativa per l’andata via di Rui Costa, perchè a quel punto disse “Se io devo andare via vado al Milan” anche perchè Terim era appena stato ingaggiato dal Milan”.
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