Intervistato da La Provence alla vigilia della trasferta di Madrid, il presidente del Marsiglia Pablo Longoria è tornato a parlare della cessione di Adrien Rabiot in seguito alla rissa con Jonathan Rowe. Queste le sue parole:
“È stato un momento complicato. Separarsi dal miglior giocatore della squadra, che tanto ci aveva dato nella scorsa stagione, non è stato semplice. La mia opinione su Rabiot non cambia, ma il calcio non è uno sport individuale: bisogna prendere decisioni nell’interesse del collettivo. Io non ero presente, ma mai avevo visto i giocatori uscire dallo spogliatoio con i volti così provati. Nella vita non bisogna avere rimpianti quando si prendono decisioni forti e convinte. Da presidente dell’OM devi saper mettere da parte l’emozione per non sbagliare. Per me non è stato qualcosa di incredibile: ho analizzato l’evento, fatto un passo indietro, valutato gli scenari e le conseguenze, e poi ho deciso. Non ho rimpianti perché siamo stati chiari e coerenti.
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Su Adrien bisogna dire una cosa: la mia considerazione per lui resta immutata, ci ha dato molto. Ma quando hai la convinzione che il club debba essere strutturato in un certo modo, con decisioni che vanno rispettate, non ci sono rimpianti. Restare fedeli ai propri principi significa poter dormire sonni tranquilli. È una situazione deplorevole, nessuno vorrebbe arrivare a un punto di non ritorno con un giocatore così importante per qualità tecniche e peso nello spogliatoio. Ma se le scelte sono prese in base alle proprie convinzioni, non ci si pente. La vita è fatta di valori e coerenza.

Una cessione già programmata? Assolutamente no. Il club è stato vittima della situazione. Quale squadra si priverebbe del suo miglior giocatore a fine mercato per 10 milioni? Non avrebbe senso. Fin dal primo confronto con Benatia e De Zerbi, l’obiettivo era trattenere i nostri giocatori più importanti e allungare la panchina. Basta guardare il calendario: ci sono solo due settimane piene di lavoro da qui a dicembre, il resto è frammentato da turni infrasettimanali e soste. Per restare competitivi su più fronti serviva profondità.
Poi la partita di Rennes ha cambiato tutto: stavamo già pensando di vendere Rowe per finanziare altri innesti, ma l’episodio con Rabiot ci ha obbligato a rivedere la strategia. Ci siamo trovati a dover ridisegnare la squadra e a intervenire con più acquisti per trovare un nuovo equilibrio”.
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