Tutto il mondo del calcio si stringe per la morte di Mircea Lucescu. L’ex giocatore e ct della nazionale romena si è spento all’età di 80 anni a seguito di complicazioni dovute ai problemi avuti negli scorsi giorni. Dopo un’intera carriera da giocatore passata in Romania, Lucescu è arrivato anche ad allenare grandi club italiani. Per lui sulla panchina di Pisa e Inter, intervallate da una piccola parentesi alla Reggiana e ben cinque anni al Brescia. Durante proprio gli anni passati sulla panchina delle rondinelle, il tecnico ha anche avuto il piacere di allenare quello che sarebbe diventata una futura stella del Milan: Andrea Pirlo.
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Tutta la redazione di AllMilan.it si stringe attorno alla famiglia e tutti i cari. La federazione romena ha voluto ricordare il proprio ct con un lungo comunicato. Comunicato volto a trasmettere tutto l’amore che Lucescu ha messo nel suo lavoro e nel calcio.
“La Federazione Calcistica Romena esprime il suo infinito cordoglio per la scomparsa di colui che è stato, è e rimarrà una leggenda assoluta: Mircea Lucescu.
Il nostro calcio perde oggi non solo un tattico geniale, ma un mentore, un visionario e un simbolo nazionale. Ha portato il tricolore sulle vette più alte del successo mondiale. Mircea Lucescu lascia dietro di sé un’eredità colossale, difficilmente eguagliabile nella storia dello sport re.
Come giocatore, è stato l’essenza dell’eleganza e dell’intelligenza in campo. Emblematico per la Dinamo Bucarest, club con cui ha vinto 7 titoli di campione, Lucescu ha brillato anche con la maglia della Nazionale. Il momento di riferimento resta la Coppa del Mondo del 1970 dove, in veste di capitano della “Generazione di Guadalajara”, affrontò leggende come Pelé e Bobby Moore.
Tuttavia, la sua vera dimensione di genio si è vista in panchina. Mircea Lucescu è stato l’allenatore che ha portato il calcio moderno in Romania, guidando la Nazionale a EURO 1984 e gettando le basi della grande squadra del Corvinul Hunedoara. I suoi successi internazionali, i trofei europei conquistati, i trionfi con Galatasaray e Beşiktaş in Turchia e il periodo allo Shakhtar Donetsk in Ucraina lo hanno collocato nel pantheon degli allenatori più titolati nella storia del calcio mondiale.
Nell’estate del 2024 era tornato alla guida della Nazionale che ha amato senza confini. Sotto la sua direzione, la Romania ha realizzato una campagna eccezionale in Nations League, con sei vittorie su sei partite, grazie alla quale la nostra rappresentativa ha ottenuto il posto nei play-off di marzo per l’accesso ai Mondiali di quest’estate.“
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