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Maldini e Massara, alcuni addii non sono per sempre. Ma il Milan deve andare avanti

Un caos generale quello scatenatosi negli ultimi giorni tra il popolo rossonero. Un caos scatenato dalle dure notizie che hanno colto impreparati i tifosi del Milan. Se fino a qualche mese fa mi avessero detto che nel giro di un breve tempo sarei stato davanti ad un pc per commentare gli addii di Maldini e Massara, forse non ci avrei creduto. O meglio, forse “non ci avrei voluto credere”.

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Il mio sarà un editoriale malinconico, di certo non si può dimenticare in fretta quello che con Maldini e Massara siamo stati e non potremo più essere. Premetto: conosco e conosciamo solo la posizione di chi al Diavolo è rimasto. Nelle prossime settimane, probabilmente, sentiremo anche l’altra campana. Dati alla mano, sotto la gestione Maldini, il Milan ha raggiunto una sesta posizione nel 2019/20, una seconda posizione nel 2020/21, una prima posizione nel 2021/22, una quarta posizione e una semifinale di Champions League raggiunta nel 2022/23. In poco tempo il club è tornato nella sua dimensione e molti dei meriti vanno attributi proprio a Paolo e Ricky.

Sì, è giusto ribadire che in questi anni non hanno operato da soli. Dietro le quinte c’è sempre stata l’area scouting, con a capo Geoffrey Moncada. Quello che ha contraddistinto però il duo che non ci sarà più è l’eleganza e la raffinatezza con cui si è sempre fatto notare davanti ai tifosi e davanti alle telecamere. Un eleganza che al Milan non si vedeva da tempo e che ha incrementato l’immagine del club. Il pubblico milanista si è sempre sentito tranquillo poiché conscio di essere nelle mani di chi del milanismo ne è l’emblema.

Poco più di 10 giorni fa mi trovavo a Milanello, pronto ad assistere alla conferenza stampa di Stefano Pioli alla vigilia di Juventus-Milan. A pochi metri da me vedevo Maldini e Massara scherzare e ridere fra di loro: mai avrei pensato che quella sarebbe una delle ultime volte in cui avrebbero messo piede quotidianamente presso quel Centro Sportivo. Un’immagine che sicuramente resterà impressa nella mia mente per molto tempo.

Di sicuro non si può ritenere positivo il mercato della scorsa estate. Ma il ritardo nel rinnovare i loro contratti non ha fatto programmare quest’ultimo nel migliore dei modi. Tra i De Ketelaere e i Divock Origi, di mezzo c’è comunque il Malick Thiaw. Eppure, le dinamiche societarie non sembravano ormai da tempo combaciare con il pensiero dello stesso Maldini che dal canto suo chiedeva più autonomia e più budget per far crescere il valore della rosa facendo il salto di qualità definitivo.

Resa dei conti, qualche giorno fa la notizia che tutti non avrebbero voluto sentire: “Maldini e Massara verso l’addio”. Alcuni addii, però, non sono per sempre. Ne sentiremo riparlare nei prossimi anni, ma adesso il Milan deve andare avanti. L’obiettivo in questa sessione di calciomercato dev’essere lo stesso: colmare alcune lacune, fin troppo evidenti, che si sono presentate nella formazione di Pioli durante il corso della stagione. E sembra che il nuovo assetto societario, composto da Furlani e Moncada, sia già sul pezzo. I #cardinaleout vanno messi da parte, le somme vanno tirate alla fine.

In alcuni casi ci sono mille modi per dire addio e il peggiore è restare. Paolo e Ricky…arrivederci.

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