La situazione attuale del Milan sembra riflettere una stagione di transizione difficile, soprattutto se confrontata con la stagione passata. A sette giornate dalla fine, i rossoneri si trovano lontani dalle zone che contano per la qualificazione alle competizioni europee, con una distanza significativa dalla vetta e dalla zona Champions. I 48 punti attuali sono un segnale di una stagione che non ha portato i frutti sperati, e il confronto con i 68 punti dell’Inter in testa mette in evidenza un gap difficile da colmare in poco tempo.
Il paragone con il Milan di Pioli
Il parallelo con l’anno scorso, in cui il Milan di Pioli aveva lo stesso numero di punti a questo punto della stagione, non è da sottovalutare. Anche se i confronti tra stagioni non sono mai del tutto precisi, questo dato evidenzia quanto l’equilibrio del campionato si sia spostato, con una squadra che l’anno scorso sarebbe in testa e una che quest’anno fatica a trovare continuità.
Il rammarico dei tifosi è comprensibile, specialmente se si pensa alla scelta del club di sostituire Pioli dopo il termine di un ciclo che, seppur giunto al capolinea, aveva portato risultati positivi. La sua sostituzione, per quanto giustificata da una volontà di rinnovamento, non è sembrata adeguata nella scelta del successore, tanto che oggi il Milan fatica a esprimere un gioco incisivo e competitivo. La sensazione che l’approccio alla nuova era non sia stato gestito nel modo giusto potrebbe pesare sul futuro del club, a meno che non arrivi un cambiamento deciso nelle prossime settimane.
Il Milan si trova quindi in una fase delicata, non solo per la posizione in classifica, ma anche per la necessità di rimettere ordine in un progetto tecnico che non ha ancora convinto del tutto. La sfida di queste ultime sette giornate sarà cruciale per capire se la squadra può almeno concludere la stagione con un minimo di soddisfazione, oppure se dovrà essere rifondato qualcosa a livello dirigenziale e tecnico.
